Home Editoriale Un trasporto senza dignità. L’inchiesta #gommescomode. Capitolo 2

    Un trasporto senza dignità. L’inchiesta #gommescomode. Capitolo 2

    ‘’Gomme Scomode’’ continua il suo viaggio sulle strade d’Italia. Ci eravamo lasciati alla stazione di Piacenza con l’autotrasportatore Luigi che finalmente mi aveva raggiunto. La notte e’ lunga e il viaggio non può certamente attendere: davanti a noi alcune centinaia di chilometri da macinare. In questo sali e scendi per l’Italia non e’ concesso perdere nemmeno un minuto. Nemmeno quello per provare a trovare un parcheggio nell’area di servizio di San Martino. Il tempo e’ solitamente denaro, qui e’ oro, colato. E’ notte fonda per la gente comune, non per i camionisti che affollano ogni singolo parcheggio delle svariate aree di servizio. Incastonati come sardine, e’ impressionante. Difficile da raccontare, e’ una esperienza da vivere.

    Alcuni posti liberi finalmente a Firenze Nord. E’ quasi l’alba, e Morfeo comincia a cercare spazio nel nostro agire. Colazione veloce, scambio di battute con qualche altro autotrasportatore e via. Un’ora e mezza di sonno e si riprende il viaggio in direzione Sud. Ad Attigliano ci diamo appuntamento con Sergio, un autotrasportatore della Provincia di Latina. Ha visto sui Social il nostro viaggio, e vuole scambiare due parole con noi. Un padre di famiglia, nei suoi occhi la sincerità, ma anche la consapevolezza che questo mestiere ormai e’ al capolinea.

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    #Gommescomode i problemi dell’autotrasporto. Capitolo 1

    Una vita da autotrasportatore, una vera e propria di tradizione di famiglia ereditata dal padre. Due figli che studiano all’Universita’, non nasconde la volontà di voler andare via dall’Italia: dopo il pensionamento, ovviamente. Ci spiega in un’oretta le tante problematiche che l’autotrasporto vive. ‘’E’ tutto peggiorato negli ultimi venti anni’’ non usa mezzi termini. Ci fa capire che il problema e’ il sistema e che spesso alcune Associazioni di categoria servono solo come società per vendere determinati servizi agli autotrasportatori, proprio quelle associazioni nate per tutelare i diritti degli autotrasportatori. Si potrebbe pensare, viste le condizioni nella quale la categoria versa, che il nobile scopo sia stato poco perseguito, tanto per usare un eufemismo. Ci spiega molto altro ancora, senza mezzi termini. Una foto per i Social network e via, Sergio ha fretta, giustamente. Tante, tantissime le targhe straniere.

    Intraprendo un discorso con due ragazzi romeni. Due giovani autisti che lavorano per 1000 euro al mese. Nel loro Paese d’origine ne guadagnerebbero poco più della metà: quattro settimane fuori casa, una o due a casa per poi ripartire. Per loro non esistono ristoranti,’’ costano troppo’’ mi dicono. Cucinano e mangiano li, dove pochi minuti prima qualche altro camionista si e’ liberato dei propri bisogni fisiologici. E’ così, quotidianamente. La dignità dell’uomo, sottopagato, vale meno delle mille euro. E’ la chiara dimostrazione di un sistema fallato, un sistema che tratta l’uomo come un vero robot. Non esistono sentimenti, non esiste famiglia, non esistono affetti. Devi macinare chilometri, e anche molti, possibilmente. In alcuni casi più macini è più guadagni. E non solo per i cosiddetti ‘’piccoli padroncini’’. ruote-scomodeSi e’ ridotti ad essere un puntino su un satellite, che si sposta. Un puntino spesso monitorato dalle aziende. Ma non dalle forze dell’ordine predisposte al controllo. E proprio i controlli sembrano mancare in questa giungla che sto scoprendo. Con il metodo tradizionale si controlla solo il 5% dei camion che viaggiano sulle strade d’Italia, nonostante gli sforzi e la professionalità delle forze dell’ordine. Poco, pochissimo per combattere vis a vis le svariate forme di illegalità diffusa. Magneti, doppie schede, senza schede. Ne esistono tanti. Ma cosa si pretende da un essere umano che oggi si trova a Napoli, domani a Milano,il giorno dopo a Vienna e quello successivo a Parma? Come una scheggia impazzita. Perché il sistema vuole così, le merci devono viaggiare in questa Europa dove si dà più valore alle merci che all’uomo. E tutto scorre così, perché qualcuno ha detto che nulla si può cambiare. Qualcuno, non tutti.

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    Leggi tutto sul documentario #gommescomode

    • I problemi dell’autotrasporto. Capitolo 1

    •Trasporto senza dignità. L’inchiesta. Capitolo 2

    • La cappa del silenzio. Le confessioni. Capitolo 3

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    • Oltre i sentimenti, oltre le regole: al capolinea. Capitolo 4