Il Def è stato bocciato dalla Banca d’Italia, la crescita dell’1% sarebbe troppo ambizioso col rischio del governo di non trovarsi con una buona linea programmatica di crescita. A bocciare il Def sia la commissione al Bilancio di Camera e Senato sia il vice direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini. Per tenere i conti pubblici sotto controllo è necessaria una riduzione della spesa e un rilancio della crescita. Sull’eliminazione dell’IVA, si correrebbe il rischio che non sia il rilancio alla crescita nella misura immaginata dall’esecutivo; l’Ufficio Parlamentare di Bilancio boccia la possibilità di aumentare l’indebitamento dello 0,4% per una stima pari a 7,7 miliardi per coprire l’emergenza immigrazione e i costi della ricostruzione dopo il terremoto nel Centro Italia. Le previsioni di crescita del Pil per il 2017, puntualizza il presidente Giuseppe Pisauro, “sembrano marcate da un eccesso di ottimismo” e anche quelle per il 2018 appaiono “fuori riga” rispetto alle stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio. Una sovrastima questa che potrebbe premere sull’Upb a un esito negativo del processo di validazione del quadro programmatico 2017 . Un rischio anche la flessibilità avanzata all’ Unione Europea. Un ottimismo che potrebbe creare l’effetto contrario.
Banca d’Italia boccia il Def: obiettivo ambizioso
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