Home Salute Tumori: dopo la biopsia digitale, le cellule tumorali in 3D al microscopio

Tumori: dopo la biopsia digitale, le cellule tumorali in 3D al microscopio

Tecnologia e medicina, un binomio che negli ultimi 5 anni ha ampliato il concetto stesso di progresso, grazie al quale si sono raggiunti straordinari risultati in campo medico-scientifico. Pubblicata sulla rivista Developmental Cellarriva l’ennesima rivoluzione tecno-medica, un super microscopio ad altissima risoluzione, capace di rendere in 3d le cellule dei tumori e dunque analizzare l’interazione con l’ambiente che le circonda, portando alla luce aspetti biologici fino ad ora preclusi.Infatti attualmente si usano foto bidimensionali dei vetrini da laboratorio.

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Reto Fiolka: Autore dello studio

Quando si visualizzano le cellule bidimensionalmente sui vetrini, ci sono diversi fattori esterni che potrebbero influenzare più o meno in modo importante il comportamento delle cellule. Il microscopio costruito dai ricercatori è uno strumento capace di fornire una maggiore profondità e dunque la comprensione dei meccanismi molecolari che guidano il comportamento delle cellule del cancro, dal momento che permette imaging ad alta risoluzione in ambienti tumorali più realistici”.

Il microscopio è stato utilizzato su pazienti affetti da tumori alla pelle. Lavorando tridimensionalmente, si creano più linee cellulari di melanoma e cellule di tumorali primarie che formano tante piccole vesciche, lavorando su vetrino invece, questo non accade. Un’ipotesi è che questo processo, detto ‘di blebbing’, possa aiutare le cellule tumorali a sopravvivere o a muoversi e possa dunque avere un ruolo nell’aggressività delle cellule del cancro della pelle o nella resistenza dei pazienti ai farmaci.

Secondo i medici, siamo davanti al primo concreto passo verso la comprensione della biologia 3D nei micro-ambienti tumorali. Considerato che le immagini in 3d potrebbero essere particolarmente complicate nell’interpretazione a occhio nudo, il passo successivo sarà lo sviluppo di potenti software,piattaforme computerizzate per estrapolare e processare i dati. “Quando abbiamo concepito il progetto, ci siamo chiesti che cosa volevamo misurare e abbiamo quindi progettato un microscopio a una piattaforma analitica per raggiungere questo obiettivo”, spiega Erik Welf, coautore dello studio. Software e codice per l’analisi delle immagini sono disponibili gratuitamente per la comunità scientifica.

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