Quando anche la normalità diventa uno “show”

“E’ arrivato, atterrato a Fiumicino, consegnato… ”. La prima impressione è che si stia parlando di un importante personaggio famoso,uno sportivo, un politico di spicco. In  realtà queste parole piene di enfasi e trionfali erano soltanto (si era a fine dicembre 2020) per l’arrivo del vaccino!

La star del momento e, probabilmente, del 2021. Gli occhi di tutti sono puntati su queste dosi “miracolose” che finalmente ci libereranno dal pericolo covid -19.

Sicuramente un grande passo avanti per la ricerca scientifica. Aver trovato un vaccino efficace in meno di un anno, con l’aiuto di tutte le organizzazioni e istituti di ricerca del mondo, ha prodotto in  tempo record un aiuto efficace contro questa terribile pandemia.

Certamente per raggiungere questo obbiettivo saranno state impiegate risorse economiche e umane ingenti, quante nessun’altra ricerca ne abbia mai beneficiato fino ad ora (cancro compreso)! Merito del genere umano che quando utilizza le proprie capacità al massimo e a fin di bene ottiene risultati strabilianti.

La ricerca ha giustamente i suoi meriti (il più delle volte poco apprezzata e tante volte immeritatamente sottostimata).

Nonostante ciò, la star resta lui il “vaccino”.  I media, per mesi, non hanno fatto altro che parlarne. Ogni minimo progresso veniva riferito ed enfatizzato, sembrava di assistere  ad un programma del grande fratello, con protagonista il vaccino.

Ora, lo “spettacolo” si sta spostando dall’oggetto ai soggetti che ne dovrebbero beneficiare e che diventano  i protagonisti di questo assurdo e distopico Truman Show. Non vi è giorno che trascorra senza l’enfasi e la retorica (di mussoliniana memoria) di coloro che postano ( particolarmente sui social) foto dell’avvenuta vaccinazione come se fosse un atto eroico, quasi un primo piede sulla Luna.

Se è vero che la società odierna è solo quella dell’apparenza e dell’aspetto, in questo momento si sta rasentando il livello più basso della stupidaggine e assurdità umana.

Vaccinarsi non è uno spettacolo, non è un’eccezionalità, non deve essere immortalato come l’evento dell’anno, è un dovere che ogni cittadino deve prima a se stesso, in quanto tutela la propria salute, e poi agli altri che lo circondano.

Assumersi le proprie responsabilità non deve essere visto come medaglie da appuntarsi al petto. Le medaglie vere spettano a ben altre persone e categorie, che sono appunto coloro che non vedremo mai fare pagliacciate del genere, hanno ben altra caratura, questi.

Il nostro unico “eroismo” dovrebbe essere solo quello di apprezzare il lavoro di tante professionalità che hanno reso possibile la creazione di un vaccino e il solo modo per farlo è quello si di vaccinarsi senza quella spocchiosa immagine di chi lo fa, ottenendo tra l’altro un effetto contrario, di avversione, in quella  fetta di popolazione che è restia a farlo.

L’uomo ama essere al centro dell’attenzione, molti vorrebbero, anche se per poco, vivere sotto i riflettori, un  po’ come nel film con il protagonista Jim Carrey.   Beh, non è questo lo spettacolo in cui specchiarsi. Nella speranza che le persone comprendano, suonano bene le parole di George Orwell: “  A volte il primo compito delle persone intelligenti è la riaffermazione dell’ovvio”. A cura di Marco Vitale