Home Politica L’On. Ilaria Capua si dimette dal Parlamento: la credibilità prima di tutto.

L’On. Ilaria Capua si dimette dal Parlamento: la credibilità prima di tutto.

«Torno al mio posto, a fare quello che so fare meglio». Il Parlamento accetta le dimissioni: 238 sì e 179 no

Sono tante le battaglie che precedono l’ingresso in Parlamento. Spesso si lavora anni per raggiungere un obiettivo che rappresenta il culmine della carriera politica di qualsiasi individuo che voglia impegnarsi concretamente in essa. Spesso il Parlamento ospita deputati e senatori, scelti dai partiti tra le figure di spicco del mondo della cultura, del giornalismo, della tv o della scienza. E’ il caso di Ilaria Capua ricercatrice e scienziata di fama nazionale. Eletta nel 2013 con Scelta Civica, l’avventura politica di Mario Monti, proprio oggi ha sancito il suo divorzio con il Parlamento.

L’aula della Camera ha detto sì alle dimissioni della deputata. Sono stati 238 i voti a favore, 179 quelli contrari. Subentra come nuovo eletto Domenico Menorello. Le motivazione delle dimissioni dell’On. Capua partono sostanzialmente da una indagine a suo carico partita qualche anno fa. Indagata con accuse gravissime relative a vicende dal 1999 al 2007, la Capua non ha retto il clamore mediatico dell’intera vicenda. A Luglio l’assoluzione definitiva perché il fatto non sussiste.

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Tra Ilaria Capua e il Parlamento il divorzio è realtà.

Nessun dubbio quindi, nessun retroscena: quando il fatto non sussiste non si dà adito ad ulteriori obiezioni. Spesso le inchieste giudiziarie però lasciano strascichi personali e morali difficili da lasciarsi alle spalle. La Capua ci sta provando, le sue dimissioni ne sono la prova tangibile. Lasciarsi alle spalle il fango mediatico, le parole dette al vento, il sonno perso, le amicizie lasciate per strada. Ricordare invece il rispetto e la vicinanza costante dei familiari e degli amici di sempre.

Qualsiasi ruolo comporta responsabilità, quello di Parlamentare della Repubblica ancora di più. Comporta impegno e serietà, credibilità e rispetto. Quando si crede di aver perso la credibilità, allora si pensa che tutto il mondo posso crollarci addosso. Perdere, come dichiara la stessa On. Capua, la credibilità costruita con tenacia al di fuori del mondo politico. Essere accomunati, quotidianamente, a un mondo politico che affronta spesso diverse difficoltà giudiziarie. Ilaria Capua non ha retto, e’ voluta tornare alla vita normale. E’ bene però leggere le sue parole, o quello che ritengo più importanti. Leggere e riflettere. Rileggere ed analizzare, attentamente.

«Io, Ilaria Capua, lascio la Camera Questione di rispetto e credibilità» Ecco la lettera di dimissioni

‘’Gentile Presidente, Cari colleghi, oggi rassegno le mie dimissioni da Deputato della Repubblica italiana. È stata una decisione sofferta e ponderata, che ho maturato nel tempo e che si è articolata intorno alla parola «rispetto». Quando sono entrata alla camera dei Deputati ero una scienziata conosciuta e stimata per gli studi che avevo svolto in virologia. Dopo circa un anno dalla mia elezione sono stata travolta da una indagine giudiziaria risalente agli anni duemila (1999-2007) che mi accusava di reati gravissimi, uno dei quali punibile con l’ergastolo. È stato per me un incubo senza confini ed una violenza che non solo mi ha segnata per sempre, ma che ha coinvolto e stravolto anche la mia famiglia.

L’effetto più devastante che queste accuse hanno avuto sul mio ruolo di parlamentare, è stato quello di aver minato la mia credibilità, ed è proprio in questo particolare della vicenda che entra in gioco la parola rispetto. Un parlamentare che non è credibile non è in grado di portare avanti con forza le istanze nelle quali crede. Il parlamentare che non è credibile viene attaccato, anche in maniera strumentale e le sue battaglie perdono energia vitale. Un parlamentare che non è credibile non viene preso sul serio. Nell’affrontare ogni giorno in questa Camera la mia nuova condizione di «persona non credibile», e oltretutto accusata di crimini gravissimi, ho vissuto sulla mia pelle per oltre due anni, come la mancanza di credibilità non mi stesse permettendo di portare avanti quello per cui mi ero impegnata con i miei elettori.

E qui torno alla parola rispetto – perché è proprio la combinazione del rispetto per i miei elettori ed il rispetto per me stessa che – come se fossero parte di un algoritmo – mi ha fatto comprendere che in quelle condizioni non stavo utilizzando al meglio il tempo che avevo a disposizione.Ho sentito quindi, che fosse giunto il momento di tornare ad usare il mio tempo al meglio, di tornare nel mondo scientifico, purtroppo non in quello italiano, in un ambiente nel quale non avessi mai perso la credibilità e nel quale fossi riconosciuta ed apprezzata.


Ho accettato, su richiesta di una organizzazione internazionale, un incarico di Direttore di un Centro di Eccellenza all’Università della Florida. Ho deciso di trasferire la mia famiglia negli Stati Uniti per proteggerla dalle accuse senza senso ma nel contempo infamanti che mi portavo sulle spalle. Perché una mamma ed una moglie deve farsi carico anche di questo. Proteggere. E aggiungo, una donna di scienza nel quale questo Paese e l’Europa hanno investito ha il dovere di non fermarsi. Ha il dovere di continuare a condurre le proprie ricerche nonostante tutto, perché la scienza è di tutti ed è strumento essenziale per il progresso. Venti giorni dopo il trasferimento negli Stati Uniti la Procura di Verona in sede di udienza preliminare ha smontato il castello accusatorio pezzo per pezzo, prosciogliendomi dai molteplici capi d’accusa perche «il fatto non sussiste».

Paradossalmente, penso che se questo mio passaggio di vita come rappresentante del popolo italiano, lascerà un segno, non riguarderà la scienza o la ricerca. Riguarderà la giustizia. Quello che è successo a me accade troppo spesso in Italia, e potrebbe succedere a chiunque. In occasione di questo momento voglio dar voce a tutte le persone innocenti accusate ingiustamente. Torno al mio posto, a fare quello che so fare meglio, all’ estero, ma sempre con lo sguardo rivolto verso l’Italia. ’’