Ormai da un paio d’anni sentiamo sempre più parlare del fatto che l’intelligenza artificiale spazzerà via, nel giro di qualche decennio, il nostro secolare sistema di vita. Probabilmente avverrà, oppure no. Staremo a vedere.
Non mancano i dibattiti a tal proposito. Una cosa è certa: la maggior parte delle attuali occupazioni che svolgiamo noi oggi verrà completamente rimpiazzata dall’intelligenza artificiale.
Come vivremo? Che faremo? È questa l’angosciosa domanda che attanaglia coloro che se la pongono.Sicuramente avremo un sensibile miglioramento della qualità della vita: più tempo per noi.
E coloro che lavoreranno, come sarà il loro compenso?
Da quattromila anni a questa parte, la nostra vita economica e sociale si basa sulla cara vecchia “pecunia”, che ha scandito la vita del genere umano.
Tra pochi decenni questa sarà svuotata del suo valore intrinseco. Da cosa verrà sostituita?
Quando la moneta diventa tempo
Una quindicina d’anni fa uscì un film di fantascienza, come se ne fanno tanti, che passò per i più inosservato. Aveva tra i protagonisti attori del calibro del cantante Justin Timberlake e il suo titolo era In Time.
Parlava di una società futuristica e distopica nella quale il compenso lavorativo era il tempo.
Certamente siamo lontani da quelle scoperte medico-genetiche descritte dal film, ma neanche più di tanto. Su una cosa, però, il regista aveva colto anzitempo (vedete, ricorre sempre questa parola) una verità fondamentale: la cosa più importante che abbiamo è il TEMPO.
Quante volte diciamo, e sentiamo dire:
“Lavoro per avere più tempo per me, per le mie passioni, ecc.”
Alla fin fine, noi cerchiamo attraverso il lavoro di migliorare la qualità della vita e ottimizzare al meglio l’equazione lavoro/tempo. Se ce ne rendiamo conto, negli ultimi decenni la società tende sempre di più a cercare di farci lavorare meno e avere più tempo libero.
La vera merce di scambio
Quale “moneta” migliore per pagare le nostre qualità intellettive se non l’avere più tempo? Spesso, al lavoro, noi non veniamo pagati per le nostre, indubbie, qualità, ma per il tempo che dedichiamo ad esso. Siccome nella vita non vi è nulla di più prezioso, questa, forse, potrebbe essere la nostra vera merce di scambio. E allora, in una società nella quale l’intelligenza artificiale potrebbe rendere superfluo gran parte del lavoro umano, la domanda potrebbe non essere più soltanto quanto guadagniamo, ma: quanto tempo ci viene restituito?
Ben ci sta, infine, la frase di un noto film recente che conclude perfettamente questo pensiero:
“Nessuna cifra al mondo compra un secondo del nostro tempo.”