Il capodanno ci esalterà?

Giorni frenetici, giorni di festa incalzano. Riunioni in famiglia, tavolate rumorose, dolci che allenano il palato, il cioccolato che assale e non trattiene le tentazioni. Non si può dire di no, al panettone sormontato da uno strato di crema al cioccolato. Non si può. E verrà il Capodanno. E’ prossimo questo nuovo anno, il 2015. Che anno sarà? Bisognerà augurare un anno splendido ad ognuno. Si augurerà una ventata di ottimismo a chi non ne ha; un futuro a chi non ci crede più; un rifugio certo a chi si sente un “niente”, un “niente” che cammina come un viandante che ha perso l’orientamento; un lavoro a chi da mesi è, in mobilità; a chi da anni, è disoccupato e senza danaro; a chi studia all’università senza stimoli; a chi con la laurea, ha la forza di andare via dall’Italia; a chi smette di seguire modelli futili, come “diventare il bello del momento”; a chi segue un sogno e poi, lo realizza; a chi apre l’armadio e si libera di scheletri remoti; a chi combatte per i diritti civili e prosegue con tenacia; a chi subisce maltrattamenti in famiglia, in silenzio; a chi è deluso dai figli; a chi è massacrata dal marito; a chi è perseguitato dalla moglie; a chi non può separarsi per problemi contingenti; a chi si confronta ogni giorno, con una grave patologia; a chi sa che il gioco finirà prima o poi. Un anno, una vita. Un anno, un nuovo anno sarà denso di giorni: giorni illuminati dal sole e giorni bui, come la notte. Giorni intensi come le antilopi lungo una spiaggia deserta, giorni lenti come una clessidra chiusa in uno scatolo. S. Natoli scrive: “La speranza coltiva l’immaginazione di ciò che può essere…”. E il Capodanno verrà…