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    Governo tecnico o di unita’ nazionale, no grazie!

    Governo tecnico o di unita’ nazionale, no grazie!
    Foto di Gerd Altmann da Pixabay

    Governo tecnico? Meglio di no! E’ arrivata la novita’ piu’ positiva in campo economico per l’Italia: ci sono a disposizione 172 miliardi stanziati dall’Unione Europea per far fronte ai postumi della crisi piu’ cruenta del secolo. L’Italia disporra’ della cifra piu’ alta rispetto ai Paesi europei colpiti dalla pandemia coronavirus e, se pensiamo che 80 miliardi saranno a fondo perduto, possiamo dire che di certo l’UE non ci ha maltrattato rispettando in tal modo le reali esigenze.

    Certo bisogenra’ convincere anche i “frugali” Paesi nordici (Olanda,Austria,Svezia e Danimarca) a desistere dai propositi bellicosi che, dettati da una certa diffidenza, non vorrebbero concedere regali ma solo prestiti con la garanzia della restituzione. Ma l’asse franco-tedesco e prima ancora la Germania con un’Angela Merkel  sempre piu’ potente protagonista, hanno saputo afferrare le redini di un’Europa che sembrava, per via dei Paesi sovranisti  e di varie indecisioni, prendere la china di una pericolosa disunione, che poteva significare anche una definitiva disgregazione.

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    Oggi con quattro linee di credito aperte dall’UE l’Italia e’ piu’ tranquilla; ed un plauso va senz’altro al Premier Giuseppe Conte che ha fortemente voluto il Recovery Found ed al commissario Gentiloni che ha saputo tessere ottimi rapporti con l’establishment comunitario. Intanto in Italia impazzano le polemiche contro il governo in carica, che viene preso di mira con ogni pretesto. Vero e’ che i pagamenti disposti con il Cura Italia e con il decreto Rilancio stanno arrivando con qualche ritardo, ma dopo la prima tranche  dei seicento euro distribuita a pioggia, con cui hanno ricevuto soldi anche notai e correntisti con saldi a sei cifre, sarebbe opportuno essere piu’ oculati badando a destinare le somme a destinatari realmente bisognosi.

    Governo tecnico o di unita’ nazionale: ipotesi azzardata

    La colpa delle procedure rallentate e’ da attribuirsi alla burocrazia e alla complessita’ della normativa esistente; ma cio’ non e’ una novita’, del resto non si puo’ trasformare un elefante in gazzella in un istante: Pero‘si potrebbe adottare un sistema piu’ snello, come quello tedesco: elargire le somme subito dietro sottoscrizione di moduli con cui si autocertificano i criteri da rispettare, pena la responsabilita’ civile e penale. E con controllo a posteriori andare a sanzionare gli eventuali dati mendaci, mediante restituzione delle somme e multe salate.

    L’opposizione sta facendo di tutto, di piu’, per demolire l’operato del Governo, ove criticare e’ fin troppo facile dal momento che il periodo emergenziale per l’espandersi del Covid-19 prima e l’organizzazione delle fasi successive ed il superamento della conseguente crisi finanziaria sono operazioni  di una difficolta’ estrema. Tanto e’ vero che nella prima fase tutte le nazioni colpite dalla pandemia sono incorse in errori anche marchiani e l’Italia e’ tra quelle che ha fallito meno. Vi e’ da dire che di fronte all’emergenza da pandemia nessun Paese era preparato e nessuno aveva mai affrontato una crisi sanitaria e sociale di tale portata prima d’ora.

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    I partiti sovranisti, la Lega di Salvini in testa, avevano reclamato compartecipazione alle attivita’ di governo appellandosi anche all’intervento del Presidente della Repubblica . Ma non hanno nei fatti mai supportato  quest’idea con azioni responsabili e costruttive, cedendo quasi quotidianamente alla tentazione di demolire l’azione dell’esecutivo e dimostrando in tal modo di tenere piu’ al consenso immediato che alle sorti del Paese. Le ultime uscite la dicono lunga, come volersi intestare parte del merito dello stanziamento del Recovery Found (Meloni), oppure scetticismo estremo verso la reale attribuzione dei flussi da parte dell’UE (Salvini). Un governo di Unita’ Nazionale sarebbe stato di gran giovamento perche’ unire le forze poteva significare doppia risorsa per un Paese in difficolta’; ci viene un esempio dal Portogallo ove la minoranza di centro-destra ha collaborato con la maggioranza socialista contribuendo a superare la crisi epidemiologica.

    Ma il ruolo dei disfattisti lo stanno recitando anche altri personaggi, come politici, giornalisti ed opinionisti che si alternano nei talk show televisivi e si scagliano contro le decisioni dell’esecutivo o dei governatori regionali. Raramente si odono proposte pacate e responsabili: il coro in tv offre l’equivalente di un gioco al massacro, e fa evocare piu’ una corrida che un salotto di intellettuali che tengono al loro Paese. Costoro sembrano intenti a pronunciare slogan o la frase ad effetto piu’ che a fornire valide soluzioni per il superamento della crisi. Insomma lo spettacolo fornito dai media tv non offre nulla di interessante; lo spettatore gia’ prostrato dal lungo lockdown ne esce stordito e confuso.

    Pertanto, poiche’ le prospettive per il futuro dell’Italia sono critiche, ma non disperate, occorre che supportiamo le forze in campo, a cui serve  un salto di qualita’ ed uno scatto in avanti per porre in essere quelle riforme necessarie ad uscire dalla palude burocratica che ci affligge da sempre; e poi agire su corruzione, sistema giudiziario di cui stanno emergendo tutti i mali e clientelismo. Il compito e’ arduo, quasi proibitivo, ma bisogna provarci. Il ricorso a un governo tecnico non e’una buona idea perche’ solo transitorio, a un governo di unita’ nazionale non e’ praticabile per manifesta ostilita’delle parti. E alla luce dei cospicui finanziamenti messi a disposizione, se si imboccheranno percorsi virtuosi la crisi potra’ tramutarsi in opportunita’per un Paese a cui i talenti non mancano (piccola e media impresa), le risorse neanche (turismo ed arte) e che ha solo bisogno di rimettersi in carreggiata riducendo il debito pubblico e riconquistando un po’ di competitivita’.