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Apple multata dal Consiglio di Stato, multa da 900mila euro

Tech – Brutte notizie per Apple, presto subirà una grossa sanzione dal Consiglio di Stato, dovrà versare una multa di circa 900mila euro comminata dall’Antritrust nel 2011. Questo è stato l’esito delle varie cause e ricorsi che si sono protratte fino a qualche settimana fa tra lo Stato Italiano ed il colosso di Cupertino. Pratiche commerciali molto aggressive e non affatto corrette, seguite dalle insistenti segnalazioni di Altroconsumo. Tutto ciò sarebbe stato documentato dall’ Associazione Consumatori italiana raccogliendo foto e video che ritraevano l’atteggiamento scorretto dei venditori. L’accusa che viene fatta ad Apple è di non aver dato le giuste informazioni ai consumatori in merito ai diritti di assistenza gratuita biennale, ovvero la garanzia. Persino il Tar ha respinto il ricorso per cui la multinazionale della mela dovrà mettersi l’anima in pace e pagarla.A parlare chiaro è L’articolo 130 del Codice del Consumo: su tutti i prodotti acquistati in negozio o sul sito del produttore la garanzia per i difetti di fabbricazione è di due anni. La normativa vigente, in merito alla garanzia , prevede infatti, che al consumatore vengano concessi 2 anni per avere accesso all’ assistenza gratuita a seguito di un acquisto, mentre la Apple limitava questa possibilità a soli 12 mesi, con l’eventuale estensione tramite la sottoscrizione dei servizi Apple Care a pagamento. “Apple non aveva informato adeguatamente i consumatori dei diritti di assistenza gratuita biennale – si legge nella nota di Altroconsumo- dimezzando di fatto la garanzia legale prevista dal Codice del Consumo”. L’azienda, si legge ancora, “si limitava a riconoscere esclusivamente la garanzia convenzionale offerta gratuitamente dal produttore solo per il primo anno. In caso di estensione per ulteriori 12 mesi i negozi proponevano di acquistare Apple Care al costo di 69 euro. Apple dovrà inoltre ottemperare alle richieste dell’Antitrust con una corretta e trasparente informazione al consumatori sulla garanzia legale”, ha concluso la nota di Altroconsumo.

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