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Cuore artificiale di ultima generazione, impiantato al San Camillo

Salute – Cuore artificale di ultima generazione è stato impiantato per la prima volta al San Camillo, un altro passo in avanti per la medicina Italiana. Il nuovo organo è stato battezzato Heart Mate III, si tratta di un cuore artificiale che garantisce una sopravvivenza del 92% ai pazienti che si sottopongono a questo intervento delicatissimo. L’Equipe medica capitanata dal Professor Francesco Musumeci, direttore di Cardiochirurgia dell’ ospedale San Camillo, ha impiantato l’Heart Mate III su un paziente che presentava una gravissima malformazione cardiaca subentrata a seguito di un infarto del miocardio lo scorso gennaio. Il Professor Musumeci avrebbe spiegato che si tratta di una pompa centrifuga che si muove all’interno di un campo elettromagnetico dove non ci sono punti di contatto ed è il magnete che la tiene sospesa e la fa ruotare. La pompa così non si usura e non si scalda e il trauma sul sangue si riduce al minimo. HeartMate III rappresenta una buona alternativa al trapianto di cuore. Il suo peso è di circa 100 grammi, le dimensioni ridotte dell’ organo artificiale renderebbero possibile l’impianto con tecniche poco invasive e presenterebbe una significativa riduzione di complicanze e mal funzionamento. L’ausilio ventricolare meccanico derivante proprio da questa straordinaria macchina finirebbe per rappresentare una soluzione definitiva funzionale e funzionante. Il primo impianto è stato fatto nel 30 settembre 2010, in quella data è stato innestato un cuore artificiale permanente nel petto di un ragazzo di 15 anni affetto da distrofia muscolare di Duchenne. Si tratta del primo caso al mondo in cui un dispositivo viene innestato con l’intento di mantenerlo fino al termine naturale della vita del paziente, questo perché la patologia di base non rende candidabile il paziente al trapianto di cuore.