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Un anno di sport ad Avellino: black out per il calcio, tiene il basket

L’anno che sta per concludersi non e’ certo da incorniciare per lo sport avellinese, culminato con la drammatica esclusione dell’Unione Sportiva Avellino dal campionato di serie B.

A causa di una fideiussione non riconosciuta valida la Co.Vi.Soc. il 12 luglio nega ai lupi Irpini la partecipazione al campionato cadetto. Vani sono risultati i ricorsi inoltrati alla Figc e al Collegio di garanzia del Coni. Ricordiamo le trasferte dei tifosi che increduli hanno voluto sostenere la societa’ con la loro presenza nel caldo agostano fin sotto la sede romana del Coni. Ma il sette agosto il Tar del Lazio si pronunciava negativamente anche contro la sospensione cautelare del provvedimento di esclusione, verdetto confermato poi in settembre.

Tegola per i tifosi di Avellino che di colpo si son trovati senza la squadra del cuore, che tanta gloria aveva ragalato alla citta’: dieci anni di serie A hanno quantomeno contribuito a far conoscere a tutta Italia la nostra citta’, che in molti non sapevano addirittura ove si trovasse.

Nulla da fare, neanche il blasone ha convinto la Lega Calcio e forse proprio la sovraesposizione della societa’ biancoverde aveva “stancato”piu’ di uno. E si ricomincia da capo. Il neosindaco Ciampi, conscio del colpo subito dalla, citta’ si da un gran da fare ed analizzando le varie proposte messe in campo opta per l’affidamento della societa’calcistica ad un imprenditore gia’ collaudato i gestione di societa’ sportive. Cosi’ Gianandrea De Cesare, gia’ amministratore della Sidigas e della Scandone basket prende le redini della Calcio Avellino S.S.D., che viene iscritta al campionato di serie D; ed e’ un ritorno per la citta’ a quella categoria dilettantistica ove la societa’ biancoverde aveva militato negli anni sessanta, navigando a fasi alterne tra la serie C e la serie D.

Il doppio salto di categoria e’ un trauma per la citta’ ma la tifoseria e’ indomita e, sia come presenze allo stadio che in trasferta, non fa mancare il suo apporto. Il girone ove viene iscritta la squadra non e’ prioibitivo (alto Lazio e Sardegna), ma la societa’ puo’allestire la squadra in ritardo e con quello che resta sul mercato, promettendo rinforzi in caso di necessita’. Ma la realta’ dei campionati minori e’ infernale per cui non e’ facile emergere. Difatti dopo un avvio promettente la squadra riporta risultati altalenanti navigando verso la quarta-quinta posizione in classifica, stroncando velleita’ di promozione diretta e lasciando solo la speranza di partecipare ad un girone palyoff per nulla facile e tutto da disputare. Questo il duro impatto, per cui la citta’ ha capito che la risalita e’ tutt’altro che scontata ed i sogni di gloria sono rimandati a data da destinarsi.

Note piu’ liete dal basket. La Sidigas, che il popolo avellinese ama chiamare Scandone, ha conseguito nello scorso campionato un quarto posto, con eliminazione dai play off ai quarti di finale; una finale di Europa Cup persa con Venezia e tante soddisfazioni (conclusione del girone di andata al primo posto con 24 punti!); e’ proprio di questi giorni di fine 2018 il conseguimento anticipato delle Final Eight.

Insomma il duo composto dal patron De Cesare e dal direttore sportivo Alberani hanno conseguito risultati di tutto rispetto continuando a portare ad Avellino fuoriclasse, che il coach Sacripanti ha saputo mettere in campo, anche se talvolta con le critiche dal pubblico avellinese oramai divenuto esigente e schizzinoso.

Questo fine d’anno ha svelato qualche insidia e zone d’ombra: alla Sidigas e’ stato intimato un pagamento di 230mila euro dalla Comtec per mancati versamenti di Inps, Irpef e Fondi Carriera ai giocatori. Tale situazione, subito sanata dal patron, ha creato disorientamento nel roster e la partenza di qualche pedina importante (vedi Cole) ma soprattutto crea interrogativi e perplessita’ sulla situazione finanziaria di De Cesare, l’imprenditore che regge le sorti delle due squadre cittadine.

Sulla professionalita’ dello stesso non vi sono dubbi ma bisogna vedere se il doppio impegno finanziario possa veder realizzate tutte le attese nel calcio e mantenere certi livelli nel basket. Qualcuno rimpiange il mancato ingresso nella societa’ calcistica di due imprenditori del calibro di Preziosi e D’Agostino, che pure quest’estate avevano fatto delle avances. Certo un’abbinata con denaro pronto alle esigenze del caso avrebbe fatto comodo in tempi di magra, tuttavia i tifosi irpini si appellano alla serieta’ del patron De Cesare per continuare a sognare nel 2019…