SpaceX, rinviato il lancio della navicella Crew Dragon. Il maltempo frena Elon Musk

SpaceX, rinviato il lancio della navicella Crew Dragon. Il maltempo frena Elon Musk

SpaceX, la creatura del visionario e filantropo Elon Musk è stato rimandato a sabato. Purtroppo le pessime condizioni meteo nei pressi della stazione di lancio hanno costretto gli scienziati ad annullare l’appuntamento con la storia. In realtà si tratterà di una pausa piuttosto breve, un nuovo appuntamento per il lancio dello SpaceX Falcon 9 avverrà infatti (meteo permettendo) sabato 30 maggio 2020.

La giornata prometteva bene, la strumentazione a bordo della navicella aveva superato brillantemente tutte le fasi di pre-accensione. In loco erano presenti tutte le televisioni del mondo. Mentre milioni di utenti hanno seguito l’evento per ore sia sui canali streaming ufficiali della Nasa e di Tesla, sia in televisione. In Italia l’evento storico è stato coperto in maniera molto professionale dal canale Focus (La diretta tornerà anche sabato ndr). In realtà anche il meteo inizialmente prometteva bene. La mattinata anche se ventilata è stata soleggiata a Cape Canaveral in Florida.

Ed è stato proprio il vento a detta degli esperti, il maggior problema per un lancio sicuro della capsula Crew Dragon Demo-2, che ricordiamo sarà la prima navicella privata (in collaborazione con la NASA) capace di portare inizialmente astronauti nello spazio. Successivamente, ed è qui che si fonde il vero obbiettivo del creatore Elon Musk, SpaceX Falcon 9 trasporterà nello spazio anche semplici passeggeri, con ovviamente un conto in banca sufficientemente cospicuo da coprire il costo esorbitante del biglietto.

SpaceX, il maltempo frena Elon Musk: rinviato a sabato il lancio della navicella Crew Dragon

Il maltempo dunque ha solo rimandato il sogno di Elon Musk, costringendo SpaceX a richiamare suo malgrado il lancio degli astronauti della Nasa Doug Hurley e Bob Behnken verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). I due uomini sarebbero dovuti salire dal Kennedy Space Center in quella che sarebbe stata la prima missione orbitale dagli Stati Uniti a distanza di nove anni. Ma le condizioni atmosferiche sfavorevoli hanno spinto i controllori a bloccare il conto alla rovescia. Mancavano solo 16 minuti prima del decollo.

La prossima opportunità per SpaceX e la Nasa arriverà tuttavia sabato. Se anche in quel caso le condizioni meteo saranno scarse, ci sarebbe una terza opportunità la domenica successiva (31 maggio). La frustrazione soprattutto di Elon Musk è stata piuttosto evidente. Ai microfoni della CNN ha espresso il suo rammarico, evidenziato soprattutto la poco fortunata tempistica. Solo 30 minuti prima infatti, il vento non era così forte in quota e si sarebbe potuti partire.

Ma le regole della Nasa non sono inclini alla sovversione, neppure se ti chiami Elon Musk. La sola finestra disponibile per il lancio del razzo SpaceX Falcon doveva essere quella stabilita o altrimenti gli astronauti non sarebbero stati in grado di agganciare la stazione spaziale.

Austronauti Spacex

“Sono consapevole che c’è un tanta delusione in questo momento. Il tempo ci ha traditi”, ha affermato l’amministratore della Nasa Jim Bridenstine. “Ma questo rimane un grande giorno per la Nasa e per SpaceX. I nostri scienziati hanno lavorato insieme in un modo davvero impressionante, prendendo buone decisioni fin dall’inizio. Quindi, l’appuntamento con la storia è solo rimandato di qualche ora. Sabato sarà un giorno unico nella storia dell’uomo.

Gli Stati Uniti, a partire dal Presidente Donald Trump, hanno riposto un grande interesse nella missione SpaceX voluta da Musk. Sono infatti ben 9 anni, dal ritiro delle navette spaziali nel 2011 che l’America, intesa come potenza mondiale, non è stata più in grado di lanciare propri astronauti nello spazio – un pesante divario che si è andato intensificando ancor di più con l’ascesa della Cina e le conferme della Russia. Ed è proprio sulla Russia che gli Stati Uniti hanno dovuto fare affidamento ‘noleggiando’ veicoli Soyuz nel corso degli anni.

La Nasa tuttavia ha di fatto rinunciato da anni a dispendiose missioni spaziali di possedimento e gestione di sistemi spaziali che utilizzano un orbita bassa. Piuttosto intende in futuro semplicemente acquistare servizi di trasporto dal settore privato. Una sorta di taxi per i suoi astronauti in direzione spazio per intenderci. SpaceX sarà a tutti gli effetti il primo fornitore di questo nuovo servizio. Bridenstine ritiene che questo nuovo  approccio farà risparmiare centinaia di milioni di dollari alla sua agenzia, denaro che potrà successivamente essere investito in missioni più utili, come la conquista della Luna e di Marte.

“Immaginiamo un futuro in cui l’orbita terrestre bassa sia interamente commercializzata, dove la Nasa sarà un cliente come tanti altri. Ci saranno altri fornitori di servizi come SpaceX e avremo un sostanzioso abbattimento dei costi. Al momento le nostre priorità sono altre. Stiamo dimostrando un modello di business che alla fine ci permetterà di andare sulla Luna, questa volta in modo sostenibile. In altre parole, andremo sulla Luna per rimanerci.” L’appuntamento con la storia è dunque solo rimandato a sabato 30 maggio 2020.