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    Scoperto enorme campo magnetico nel buco nero della Via Lattea

    Un gruppo di ricercatori dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics coordinato da Michael Johnson, avrebbe scoperto l’ esistenza di un gigantesco campo magnetico all’interno del buco nero sito nella Via Lattea. Anche se l’esistenza di questo enorme campo magnetico si sospettava gia da tempo , la conferma arriva dagli scienziati coordinati da Michael Johnson. L’ hanno battezzato Sagittarius A, peserebbe circa 4 volte il nostro Sole , e le sue estensioni sono di circa 13 milioni di km. La scoperta tra l’ altro confermerebbe che i buchi neri non sono dei vortici che risucchiano tutto ciò che si avvicina ad essi ma bensì degli enormi motori cosmici, il cui compito è quello di convertire in radiazioni l’energia della materia, hanno la capacità di oscurare persino la luce che proviene dalle stelle vicino. La scoperta è stata effettuata grazie ad un grossa rete di radiotelescopi potentissimi collegati tra loro , il loro lavoro sinergico funziona come se fosse un unico gigante telescopio in grado di rilevare anche la presenza dei buchi neri ad enormi distanze. Non si sa ancora molto sui buchi neri, restano ancora molti misteri da scoprire su di essi, ma sicuramente presto molti astrofisici studiosi del campo riusciranno a trovare le risposte esatte alle nostre perplessità.

     

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    LA VIA LATTEA

    La Via Lattea (dal latino Via Lactea) è la galassia alla quale appartiene il sistema solare; è la Galassia per antonomasia, poiché il nome deriva dal greco Γαλαξίας (Galaxias), che significa “latteo“, utilizzato in epoca greca per designarla.

    In base agli studi più recenti pare che la Galassia sia, da un punto di vista strettamente morfologico, una galassia a spirale barrata, ovvero una galassia composta da un nucleo attraversato da una struttura a forma di barra dalla quale si dipartono i bracci di spirale che seguono un andamento logaritmico; è il membro principale, insieme alla Galassia di Andromeda, delGruppo Locale, un insieme di galassie comprendente, oltre alle due precedentemente citate, la Galassia del Triangolo ed una cinquantina di galassie minori, principalmente nane.

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    In astronomia osservativa, il termine designa la debole banda luminosa biancastra dall’aspetto lattiginoso che attraversa diagonalmente la sfera celeste, formata dalle stelle e dalle nebulosità situate nel disco galattico stesso. La Via Lattea è più brillante in direzione della costellazione del Sagittario, dove si trova il centro galattico, il quale non è però visibile a causa dell’assorbimento della luce da parte delle dense polveri presenti in quella direzione.

    Nel corso della storia molti miti e leggende sono sorti per spiegare l’origine della Via Lattea: dal latte di Era che allatta Eraclenella mitologia greca al Gange etereo dell’India; immaginata da Democrito e dagli astronomi arabi come una scia di stelle lontane, fu riconosciuta come tale da Galileo Galilei e, in seguito, da studiosi e filosofi come Immanuel KantWilliam Herschel e Lord Rosse.

    Secondo alcune fonti, il termine Via Lattea va riferito esclusivamente alla scia luminosa osservabile nel cielo notturno; in campo scientifico, consuetudine radicata principalmente nei Paesi anglosassoni, sarebbe preferibile utilizzare, per indicare la galassia nel complesso, il termine Galassia Via Lattea (in inglese Milky Way Galaxy), o anche la Galassia, con l’iniziale maiuscola. Tuttavia anche nelle pubblicazioni scientifiche la locuzione Via Lattea resta la più diffusa, anche per indicare la galassia nel suo complesso