Home Economia & Lavoro Reddito di Cittadinanza, successo o flop? I primi dati

Reddito di Cittadinanza, successo o flop? I primi dati

Per accedere al Reddito di Cittadinanza sono state presentate 946.569 domande, delle quali il 25% sono state respinte. Finora i nuclei familiari ammessi al beneficio sono 710mila che equivalgono ad 1,8 milioni di italiani, considerando la composizione media di 2,5 persone a famiglia.

Se pensiamo alle previsioni iniziali di Di Maio che parlava di una platea di nove milioni di beneficiari (con una spesa di 17 miliardi) e di sconfitta della poverta’, le cifre attuali ci riconducono ad un ridimensionamento drastico e quindi ad un mezzo flop.Ma non bisogna essere cosi’ drastici e stroncare l’iniziativa sul nascere.

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L’iter burocratico ha dovuto affrontare vari ostacoli: in primis con la legge di bilancio il numero dei beneficiari e’ sceso a 6,5 milioni per un budget di 10 miliardi. Poi nella relazione tecnica allegata al provvedimento, in virtu’ dei paletti inseriti per accedere al sussidio, si sono stimati 1,3 milione di nuclei familiari beneficiari e che, con la proporzione di 2,5 individui a famiglia, totalizzerebbero meno di 3,5 milioni di persone, ma l’Istat ne stima 1,308 milioni di famiglie per 2 milioni 706 mila individui.

In sintesi si puo’ dire che il Reddito di cittadinanza ha raggiunto la meta’ dei potenziali beneficiari. Altra misura che va delineandosi e’ quella dell’importo del Reddito che riceveranno i beneficiari: mediamente percepiranno 500 euro mensili, cifra ben piu’ bassa dei 780 euro promessi alla presentazione del provvedimento. Queste le prime cifre da far considerare il bicchiere mezzo pieno.

Ma poiche’ il Reddito di cittadinanz oltre che una misura contro la poverta’ ha la mira e l’ambizione di creare lavoro stabile, cio’ potra’essere verificato solo quando andra’ a regime e ci vorra’ del tempo. A questo scopo saranno assunti i Navigator a mezzo di concorso, il cui bando e’ uscito solo in questi giorni. Alla selezione si sono iscritti 38mila candidati per tremila posti disponibili. I maligni sostengono che gli unici a svolgere una mansione lavorativa saranno proprio loro, piuttosto che gli stessi beneficiari del Reddito.

I prossimi mesi ci daranno una risposta in merito anche se c’e’ da precisare che quello dei Navigator sara’un incarico a termine. Ma il numero dei partecipanti rivela che uno su dieci ce la fara’e, considerando che le prove sono riservate ai soli laureati, e’ una buona occasione da sfruttare, viste le percentuali di partecipazione ai concorsi pubblici in Italia. Probabilmente gli aspiranti navigator sperano che l’incarico a termine si possa tramutare in assunzione definitiva nei Centri per l’Impiego. Gli incarichi di collaborazione dureranno fino ad aprile 2021 ed e’ previsto un compenso di €.27.338,76 lordi l’anno oltre a 300 euro lordi di rimborso spese forfettario.

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L’idea di introdurre i navigator e’ venuta a Di Maio dall’esperienza di Mimmo Parisi, pugliese del 1966 che, trasferitosi negli Stati Uniti, svolge il ruolo di docente alla Missisippi University. Questi ha creato una piattaforma informatica che mette in relazione il disoccupato con un’infinita’ di aziende che ricercano personale, a seconda dei ruoli richiesti.

I Navigator devono appunto facilitare l’incontro tra domanda e offerta, tra aziende e disoccupati percettori del Reddito di cittadinanza, ma non sara’ facile l’inserimento stesso dei navigator all’interno dei Centri per l’Impiego; nei cui centri, di competenza regionale e con scarsa efficacia finora, si dovranno integrare con il compito dei dipendenti. I navigator, dopo idonea formazione, dovranno affiancare questi ultimi nella mission di favorire l’inserimento lavorativo dei disoccupati. Anche in questo caso l’esperimento e’ tutto da verificare e speriamo non si risolva in un bluff.