Final Eight : Magica Scandone. In finale dopo 8 anni

E’ finale. Dopo 8 anni la Scandone torna a giocare l’ultimo atto delle FInal Eigt contro la vincente di Milano Cremona. I biancoverdi hanno battuto Trento 69-71 alla fine di una partita intensa e durissima, come solo una partita di semifinale di Coppa Italia può essere. Strana, tirata, con controsorpassi continui e decisa da due liberi di un Riccardo Cervi eroico, da 19 punti e 9/10 ai tiri liberi (lui che in campionato li tira con 51%…) tra cui i due decisivi a 4 secondi dalla fine che, insieme alla difesa finale del solito, imprescindibile, immaginifico Leunen (7 punti e 12 rimbalzi) che ha costretto Wright alla palla persa.

La Scandone vince una partita in cui perde 18 palloni (così come ieri contro Reggio Emilia), e concede 23 rimbalzi offensivi agli avversari. Numeri solo in parte compensati dai 18 assist e dalle migliori percentuali di tiro, perché in una partita così tirata la differenza la fanno la voglia e la capacità di andare oltre i propri limiti. Avellino lo ha fatto molto meglio di Trento che, probabilmente, è stata più tempo in vantaggio senza però riuscire mai a dare la zampata decisiva.

E’ una semifinale di Coppa Italia, non una partita qualsiasi, e in campo lo si vede in maniera chiara. Un primo quarto lunghissimo e spezzettato, soprattutto per merito di Trento che, ben memore dell’ultimo quarto giocato dai lupi contro di loro una settimana fa, non vuole far prendere ritmo ai lupi. E la cosa riesce perché la Scandone, esattamente come ieri, ha le polveri bagnate. Il solo Cervi riesce a trovare il canestro con continuità (8 punti), ma Avellino è macchinosa come dimostrano le tante palle perse (4), oltre a concedere tanto a rimbalzo (5 offensivi catturati dai trentini in 5 minuti). Il 15-16 per Avellino con cui si chiude il primo quarto fotografa le difficoltà offensive delle due squadre, anche se i tiri sbagliati da Trento sono imputabili più all’imprecisione dell’attacco che alla bravura della difesa di Sacripanti. Trento apre il secondo quarto con una zona 3-2 che manda ulteriormente fuori giri l’attacco biancoverde e lancia i ragazzi di Buscaglia sul 23-16. Veikalas non è lo stesso di ieri, così come Ragland, mentre Buva riesce a dare il suo contributo (come spesso gli capita) solo in attacco. Avellino però ha lasciato il meglio per la fine: uno 0-8 chiuso da una tripla da oltre metà campo di Green che porta i biancoverdi al riposo sul 30-34.

Cervi ad inizio ripresa regala il massimo vantaggio ai suoi, ma Forray mette due triple in fila per il pareggio. Da lì inizia un secondo tempo equilibratissimo, forse non bello da vedere ma estremamente emozionante. Ancora una tripla a fil di sirena, (stavolta di Nunnally e più “ordinaria”) manda Avellino avanti all’ultimo intervallo sul 53-55. Trento però non si scompone: ancora con la zona lascia i lupi senza canestri per 3 minuti, prima che Buva, esattamente come nel primo tempo, punisca i trentini. Il croato segna 12 dei suoi 18 punti nel quarto periodo, ma una sua disattenzione a rimbalzo permette a Wright di pareggiare a quota 67 con meno di 100 secondi da giocare. Cervi a bravo a procurarsi e convertire 2 liberi dopo un rimbalzo offensivo, meno bravo a difendere su Wright l’azione successiva. Con 27 secondi da giocare sul 69 pari, la palla è di Avellino che trova, ancora con l’ex Reggio Emilia, un fallo a fil di sirena. Il centro reggiano, ancora una volta non trema, e sull’azione successiva è decisivo, come sempre, Leunen che non permette al solito Wright neanche di tirare.