Home Politica L’icona del bacio anche ad Avellino: farà riflettere?

L’icona del bacio anche ad Avellino: farà riflettere?

Anche sui muri di Avellino sono comparsi i manifesti del bacio appassionato;  protagonisti stavolta Ciriaco De Mita e Nicola Mancino, ossia i mostri sacri della politica irpina e nazionale. L’idea non e’ nuova,  e’stata clonata dall’incontro avvenuto nel 1979 tra Breznev ed Honecker nel trentennale della Repubblica Democratica tedesca della Germania Est.

E’ stata riproposta all’esito delle elezioni del 4 marzo scorso che ha visto la vittoria dei due leader di Lega e Movimento5Stelle, Salvini e Di Maio. Certo l’immagine postata in vari punti della citta’ di Avellino e’ di indubbio tempismo e genialita’ in quanto contornata da una chiara didascalia; in ogni caso invita la popolazione  a riflettere sul voto che andra’ ad esprimere il prossimo 10 giugno. Non e’ stata presa bene dall’area dei Popolari e pare che gli autori, sinora rimasti anonimi, saranno perseguiti duramente. E ci sembra una reazione eccessiva: se quella della Capitale e’ stata intesa come trovata goliardica, non si giustifica la gravita’ attribuita alla stessa cosa successa in terra irpina; oltretutto trattandosi di manifesti cartacei non sono stati rovinati neanche i muri! Certo un’effigie puo’ essere piu’ efficace di un comizio elettorale, per cui i personaggi politici, oltre ai lauti stipendi e agli svariati benefit che frutta il loro ufficio, dovranno prendersi anche le critiche e le trovate goliardiche dalla satira; onori ed oneri del ruolo pubblico…

Certo e’ una vita che i big De Mita e Mancino imperversano nella vita politica irpina e nazionale ed il test elettorale sara’ il banco di prova del loro gradimento, se sia ancora alto. Siamo curiosi di scoprire quanto di quel 50% di preferenza ai Pentastellati sara’ confermato alla citta’ Capoluogo tenendo presente che le elezioni ammministrative sono un’altra cosa, con una frammentazione data dalle cinquecento preferenze esprimibili e dal diverso approccio che si da al voto comunale. Approccio che diventa meno politico e piu’ familiare, per favorire il parente, l’amico o il potenziale benefattore. Perche’ di programmi strategici e ideali ne abbiamo sentito pochi in questa campagna elettorale. Chi ha avanzato la proposta del Corso aperto al traffico, chi ha promesso di sistemare le strade cittadine, chi di falciare il verde in eccesso: insomma si e’ cercato di far leva sui bisogni e sulle carenze piu’ in cui il cittadino inciampa ogni giorno. Del resto meglio tenersi coi piedi ben piantati per terra, dal momento che il bilancio comunale ha rischiato piu’ volte la bancarotta ed ha comunque un deficit strutturale.

E sotto questo aspetto sembra una campagna elettorale piu’ dignitosa di quella condotta a livello nazionale, che non e’ stata proprio attenta ad equilibrare entrate (poche) con impegni di spesa (enormi)! In ogni caso anche a livello locale sono stati tutti bravi a promuoversi e pubblicizzare la proprio immagine: sui manifesti appaiono tutti fotogenici e con lo slogan appropriato. A questo punto gli elettori, pur nella confusione generale, faranno bene a diffidare di tali biglietti di presentazione ed affidarsi alla fiducia che i candidati ispirano come persone, in termini di serieta’ed affidabilita’, caratteristiche oramai in estinzione…

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