Home Politica Il nuovo Governo, una speranza che non va delusa

Il nuovo Governo, una speranza che non va delusa

L’Italia dal 1 giugno 2018 ha un nuovo governo, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo aver giurato nelle mani del Presidente  della Repubblica  Sergio Mattarella ha definito “del cambiamento”, in sintonia  con  quanto  più volte affermato dai  leader della Lega e del M5S,  Salvini e Di Maio, vicepremier, rispettivamente Ministri degli Interni  e dello Sviluppo Economico e Lavoro.

Il governo, che è ormai nella pienezza dei poteri,  è formato da diciotto ministri di cui 5 donne:  Elisabetta  Trenta alla Difesa, Giulia Buongiorno alla Pubblica Amministrazione, Giulia Grillo al Ministero della Salute, Erika Stefani agli Affari Regionali, Barbara Lezzi al Ministero del Sud; Al primo Cdm  il leghista Giancarlo Giorgetti è stato nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Il resto della squadra dei ministri del  Prof. Giuseppe Conte è formata da:  Giovanni Tria (Economia), Enzo Moavero Milanesi (Esteri), Riccardo Fraccaro (rapporti con il Parlamento), Paolo Savona  (Affari europei), Alfonso Bonafede (Giustizia), Sergio Costa (Ambiente). Lorenzo Fontana (Disabili e Famiglia), Gian Marco Centinaio (Agricoltura e Turismo). Danilo Toninelli (Trasporti e Infrastrutture), Franco Bussetti (Istruzione), Alberto Bonisoli (Beni Culturali).

Il Presidente Conte, nel ringraziare il Presidente Gentiloni alla Cerimonia della Campanella, prima del Cdm ha dichiarato: “Ora al Lavoro per il paese”.

Ieri al  Senato il  Governo ha ottenuto la fiducia, con 171 sì.,  117 No e 25 astenuti (i senatori di Fratelli d’Italia e le senatrici a vita Liliana Segre ed Elena Cattaneo) Contrari, infine, Pd e Forza Italia.

Il dibattito al Senato è stata l’occasione per il presidente del  Consiglio Conte di farsi conoscere mettendo in risalto le sue idee  e  qualità  e di trasformare  l’accusa, indirizzata  nei confronti del M5S e Lega,   di essere populiste e antisistema come un pregio, affermando : “se il populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo”. Il discorso al senato del premier Conte  è durato un’ora e dieci minuti, toccando tutti i punti del corposo contratto di governo: un lungo elenco di impegni, senza alcuna indicazione di cifre e stanziamenti di bilancio. Le dichiarazioni programmatiche  sono state condite con frasi  rassicuranti nei confronti dell’Europa sostanzialmente definita come “la nostra casa”, volte a recuperare la fiducia nei mercati.

Al dibattito in Senato è intervenuto l’ex premier ed ex segretario Pd Matteo Renzi, che così ha confermato senza ombra di dubbio  di essere un leader nel suo partito.  Riportiamo quì di seguito alcune frasi dell’intervento del sen. Renzi

“Il presidente del consiglio dei ministri non avrà la nostra fiducia, ma avrà sempre il nostro rispetto”, ha detto Matteo Renzi, “Il rispetto dei ruoli di governo e opposizione. Noi rispetteremo il presidente del Consiglio”, ha detto Renzi rivolgendosi al premier Giuseppe Conte, “perché lei è anche il nostro presidente. La rispetteremo fuori da questa aula quando porterà i nostri colori al G7, a Bruxelles, quando prenderà la parola all’Onu. Anche per questo motivo siamo rimasti sorpresi dal suo riferimento alle opposizioni”.

“Le garantiamo che la nostra opposizione non occuperà mai i banchi del governo in tono provocatorio”, ha sottolineato ricordando le proteste in Aula del Movimento 5 Stelle, “non insulterà sui social i ministri della Repubblica, non attaccherà le istituzioni di questo paese con il grido ‘mafia, mafia’ come accaduto nel 2014” all’insediamento dell’Italia come presidente di turno dell’Unione europea, quando lo stesso Renzi intervenne – da presidente del Consiglio – davanti ai parlamentari europei.

“Lei può con la sua presidenza dimostrare che un pregiudizio della XVII legislatura è sbagliato: lei è un premier non eletto, un collega”, ha aggiunto riferendosi all’accusa lanciata da M5s contro di lui e contro il suo successore Paolo Gentiloni. “Ma nessuno le nega la legittimità perché non ce n’è motivo”..“Avete detto che è nata la terza Repubblica, ma quello che abbiamo visto in questi 89 giorni fa pensare alla prima”.

. E non avete più alibi rispetto a ciò che c’è da fare. Noi non vi faremo sconti”.

Questa  è una breve parziale  cronaca del dibattito che ha accompagnato la nascita del nuovo governo ed in particolare della giornata di ieri.

Oggi alle 17.40  il voto  della  Camera;  l’esecutivo giallo-verde dovrebbe avere  una maggioranza  schiacciante; sono previsti 346 voti (222 deputati  M5S  e 124 leghisti) 30 voti in più rispetto alla maggioranza assoluta di 316.

Subito dopo la fiducia, si passerà  alla formazione delle commissioni permanenti dei due rami del Parlamento. I gruppi  dovranno  indicarne i rispettivi componenti che provvederanno poi ad eleggere presidenti e uffici di presidenza di ciascuna commissione. Venerdì e Sabato il presidente Giuseppe Conte  avrà il suo   primo impegno internazionale al G7 che si terrà in Canada a La Malbaie, dove è atteso il nuovo governo italiano

Che cosa accadrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane? Staremo a vedere.

Credo che il popolo italiano per il momento possa tirare un sospiro di sollievo, riconoscere che il Presidente della Repubblica abbia svolto al meglio il suolo ruolo scongiurando almeno per il momento nuove elezioni e quindi il pericolo di una nuova  campagna elettorale, che  sarebbe stata nefasta per il nostro paese che invece attende che le promesse fatte  ai cittadini con il contratto di governo vengano mantenute.

Ai protagonisti del nuovo governo, e innanzitutto al Presidente  Conte, che ha promesso di essere l’avvocato ( ossia il difensore ) di tutti gli italiani,  mi corre l’obbligo di ricordare  che  il Movimento 5S  e la Lega di Salvini hanno convogliato i Voti dello scontento , dei cittadini  che non godono pienamente  il diritto alla salute, al lavoro, all’istruzione superiore, che vivono in povertà assoluta, costretti a vivere in una società spesso soffocata dalla burocrazia,  da un sistema  fiscale inadeguato ed ingiusto, che spesso  opprime i redditi bassi divenendo talvolta l’origine dei dissesti di impresa che  coinvolge intere famiglie. Non è un caso che il M5S abbia ottenuto successo prevalentemente al Sud, dove più che altrove l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza è un miraggio, dove la disoccupazione giovanile e femminile raggiunge livelli elevatissimi, dove chi ha perso lavoro ad una certa età stenta a reinserirsi in una attività,  incontrando difficoltà enormi per assicurare un sostegno ed un tetto alla propria famiglia.  In questo momento Lega e M5S  hanno promesso una svolta e un cambiamento.  C’è molto da fare,  gli italiani lo sanno,  forse sapranno anche attendere,  ma essi non possono restare delusi, perché c’è in gioco il destino dei figli.

a cura di Avv. Antonio Battista

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