La Scandone vince anche a mezzogiorno: battuta Pistoia 84 a 76

Avellino, non senza difficoltà, batte Pistoia nell’anticipo di mezzogiorno della 19° giornata (ribaltando anche la differenza canestri nel doppio confronto e guadagnando un importante vantaggio in caso di arrivo a pari punti) e continua nel suo momento di grazia. Partita strana, non brillante come le ultime uscite dei lupi, merito anche ad una Giorgio Tesi che si conferma, meritatamente, sorpresa e protagonista di questo campionato. Coach Esposito paga l’assenza di capitan Filloy e le condizione precarie di Knowles e Blackshear, ma davvero non può recriminare niente ai suoi, che sono rimasti in partita per tutti i 40 minuti.

Sarà la desuetudine a giocare in un orario insolito, ma sia partita che ambiente sembrano anestetizzati. I primi minuti sono pieni di errori (Avellino con 3 errori e 1 palla persa, Pistoia con un solo canestro su 4 tentativi), con le squadre contratte e intimorite. Avellino prova a strappare con gli ingressi dei “bomber” Ragland e Buva, ma Pistoia resta facilmente in scia con la produzione di un ottimo Blackshear (7 punti nel quarto). Quattro punti consecutivi dell’ex Milano portano Avellino sul 22-19 di un primo quarto in cui Leunen ha un clamoroso +10 di plus\minus, a dimostrare, ulteriormente, la scienza cestistica dell’ex Cantù. Avellino alza ritmo e difesa ad inizio secondo quarto con un parziale di 11-2 lanciato dal “solito” Buva (10 punti e 6 rimbalzi all’intervallo) e da un ottimo Cervi, con impatto su entrambi i lati del campo. Il +10 di fine primo tempo (43-33) però non boccia Pistoia.

Al rientro dagli spogliatoi, è Acker a caricarsi sulle spalle l’attacco dei lupi: tutti i suoi 8 punti arrivano, quasi consecutivamente, ad inizio terzo quarto  ma, soprattutto, mette fuori dalla partita Knowles, costringendolo al quarto fallo. I lupi salgono in più occasioni sul +13 (con Buva che mette altri 7 punti nel quarto), ma Pistoia resta sempre lì, complice anche un’ingenuità di Nunnally che si fa fischiare un evitabile tecnico in una scaramuccia con Blackshear. I toscani rientrano a -6, prima che una tripla di Green (ottima partita da 10 punti e 9 assist, in total controllo) li ricacci sul 65-56. E’ sempre il folletto di Philadelphia ad aprire l’ultima frazione con una tripla, ma Pistoia non ne vuole sapere di mollare, nonostante le perse (18, alcune forzate dalla difesa allungata ordinata da Sacripanti) e gli errori ai liberi (4\9). Kirk e Blackshear portano i loro a -6 con oltre 2 minuti da giocare, ma ormai il fiato è corto e Avellino chiude a braccia alzate, continuando nel suo momento d’oro.