La Scandone si ferma a 12. A Torino prima sconfitta del 2016.

Si ferma a 12 l’incredibile filotto della Scandone che, dopo oltre 3 mesi e per la prima volta in questo 2016, perde la prima partita del girone di ritorno. E’ l’ex Vitucci, con la sua Torino, a far riassaggiare ai lupi il sapore della sconfitta: il 78-74 finale è figlio della necessità di punti salvezza per i padroni di casa, trascinati da una super prestazione da 25 punti, 4 rimbalzi e 4 assist di Jerome Dyson , e da una giornata offensiva meno brillante del solito da parte dei lupi che, in alcuni frangenti, si sono lasciati trasportare dal ritmo nevrotico dei padroni di casa, non riuscendo a giocare il loro basket pulito ed efficiente. Una battuta d’arresto prima o poi era inevitabile e, soprattutto, non preclude la rincorsa al terzo posto visto che, male che vada, Cremona arriverà con due soli punti di vantaggio allo scontro diretto del PalaDelMauro.

Come preannunciato da Sacripanti, Avellino recupera tutti gli infortunati e ritrova le sue rotazioni “naturali”. Un’altra settimana di allenamenti ha fatto più che bene ad Alex Acker che comincia con la marce alte. Lui da una parte ed Eyenga dall’altra (7 punti per il primo 6 nel secondo) sono i mattatori del 10-9 a metà di un primo quarto caratterizzato da tanti errori e palle perse. Torino prova a correre anche quando non dovrebbe, mentre Ragland è molto confusionario. Il primo (e unico) acuto di Nunnally lancia la Scandone sul 10-14, ma le seconde linee di Vitucci ricuciono e sorpassano sul 19-17, prima della solita tripla a fil di sirena di Green che permette ai lupi di chiudere avanti sul 19-20 i primi dieci minuti. Lo stesso Green segna altre due triple ad inizio secondo quarto e, insieme alla solita produzione di Buva, produce il massimo vantaggio del 21-28. Avellino ha già ruotato 10 giocatori e sembra controllare a piacimento i ritmi dell’incontro, ma Torino è all’ultima spiaggia e, con la forza della disperazione, mette l’incontro sui binari della “bagarre tecnica”: un paio di accelerazioni di Dyson e i primi punti di White ribaltano il match con il parziale di 16-3 fino al 37-31. Nei momenti di difficoltà i lupi vanno da Leunen che risponde presente e permette ai suoi di arrivare all’intervallo sul 39-38.

Come accade da un mese a questa parte, c’è Buva in quintetto per Cervi ad inizio quarto. Come per l’inizio partita, anche l’inizio ripresa è pieno di errori da entrambe le parti. E’ Dyson a rompere gli equilibri con due triple. un assist e, soprattutto, il quarto fatto di Acker, di gran lunga il miglior lupo. Eyenga lancia i suoi sul massimo vantaggio del 54-46 con Avellino che prova a tenersi in scia con i liberi, ma Torino sembra molto più reattiva e pronta. Sacripanti prova ad aumentare la fisicità affiancando Cervi a Buva, ma è in attacco che Avellino batte in testa, come dimostrano i soli 11 punti segnati nel quarto che permettono a Torino di scappare all’ultimo intervallo sul 59-49. Torino sembra in controllo ma due falli tecnici fischiati a Ebi (per simulazione) e Vitucci (proteste) fanno perdere ritmo ai piemontesi. Il solito Dyson tiene ancora i suoi sul +10 (67-57) con 4 minuti da giocare, ma Avellino non è arrivata a 12 vittorie consecutive per caso e, con grande personalità, prova fino alla fine a rientrare in partita: un’altra fiammata di Nunnally porta i lupi fino al 77-74, ma è ancora Dyson a mettere la parola fine con il libero della staffa per il 78-74 finale.