Home Basket La Scandone cade ancora in casa contro Reggio Emilia

La Scandone cade ancora in casa contro Reggio Emilia

Dopo non aver perso in casa per  11 mesi, la Sidigas cade per la seconda volta in 5 giorni al PalaDelMauro. Ma se quella contro Ostenda poteva essere quasi una sconfitta indolore, l’81-86 subito da Reggio Emilia fa davvero male. Alla prima vera partita del campionato, contro la diretta concorrente per il secondo posto, Avellino stecca contro una squadra probabilmente meno talentuosa, ma che è venuta a giocare al PalaDelMauro consapevole della sua superiorità. Il tanto atteso novembre non inizia nel migliore dei modi per Sacripanti ed i suoi ragazzi che non hanno neanche tempo per recriminare visto che fra meno di 48 ore si gioca in coppa a Mornar. Probabilmente un bene.

Sacripanti da ancora fiducia ad Obasohan mettendolo in quintetto, mentre Menetti mette James di fianco a Cervi e affida la cabina di regia a Needham. Non è una “normale” partita di regolar season: Reggio Emilia difende duro fin da subito, cercando di escludere dalla partita Ragland, scegliendosi di farsi battere da tutti gli altri. La Scandone è brava a sfruttare questa aggressività caricando subito di falli i reggiani e soprattutto i suoi centri. A metà quarto sia Lesic che Cervi hanno due falli, ma i tanti tiri liberi non sempre sono convertiti dai biancoverdi (7/10) che, però, si provano ad adeguare alla Grissin Bon nella propria metà campo. Ne escono fuori  10 minuti di poco ritmo e tanti errori che i biancoverdi chiudono sotto di 2 (16-18). Con i centri di ruolo in panca, è James a prendersi cura di Fesenko, senza pagare troppo dazio, all’interno di una partita spezzettata (ben 23 falli in 20 minuti) con Reggio molto attenta a non commettere turnover e a non far correre Avellino. Appena Obasohan e Ragland iniziano a prendere ritmo e portano Avellino al massimo vantaggio (29-26), Menetti ferma subito la partita con un time out dal quale i suoi escono con un parziale di 2-1 per il 31-37, chiuso sul 33-37 di fine primo tempo. Avellino ha solo 4 punti dai 3 nuovi mori (con 1\9 dal campo) e ha tirato 10 volte in meno dal campo (22 contro 32) e tirando 13/18 i liberi.

Come spesso accade, Sacripanti parte nel secondo tempo con il doppio play ed è proprio di Green la tripla che risponde a James. Avellino prova disperatamente ad alzare il ritmo, ma Menetti ha preparato la partita alla perfezione: ritmi bassi, tanto pick and roll in grado di coinvolgere sia i lunghi che gli esterni. La coperta per Avellino resta sempre corta e prima Needham e poi Aradori e soprattutto Della Valle scavano il solco sul 53-65 di fine primo quarto, tirando 6/8 da tre. Avellino è alle corde, ma la Grissin Bon per la prima volta in 30 minuti abbassa la concentrazione ad inizio quarto periodo. Avellino accorcia a -8 (57-65) e sembra aver preso finalmente il suo ritmo. L’unico sprazzo della partita di Ragland porta Avellino fino al 65-71 nella bolgia del PalaDelMauro, ma Reggio Emilia resta solida, sfruttando l’ex Cervi (17 e 9 per lui da ex) e le amnesie difensive di Fesenko. I lupi hanno un ultimo sussulto quando sul 70-74 con meno di 3 minuti da giocare costringono Menetti al time out: lo stesso Fesenko (brutto il suo 2\10 dalla lunetta) avrebbe tra le mani il rimbalzo per cercare di portare i suoi a -2 ma gli sfugge la palla di mano. E’ il segnale della resa e dell’addio al secondo posto