I “ruggenti” anni 80’

“..Cosa resterà di questi anni 80…” recitava la canzone del cantautore italiano Raf, forse lo spot pubblicitario  simbolo del decennio che stava terminando. Molto, tanto ci è rimasto di quegli anni, non a torto ritenuto dalla maggior parte degli italiani il decennio più bello degli ultimi cento anni e oltre.

Chi ha avuto la fortuna di nascere e crescere in questo arco di tempo ha vissuto un mondo che finalmente “esplodeva” di idee,  informazioni, creatività.

Per la prima volta cominciavamo a connetterci col resto del mondo. La televisione ne fu l’artefice, divenendo la vera regina del decennio. Siamo cresciuti a pane e nutella, ma non solo; i miti dei telefilm americani, cartoni giapponesi che hanno invaso e stravolto la nostra cultura secolare.

Si cominciava a godere del benessere economico generale. Per chi era al di qua della cortina, la cultura del libero scambio  di idee e beni, fece si che il tenore di vita della popolazione migliorasse verticosamente.  Il vivere e il mangiar bene cominciava ad essere ritenuto un diritto che doveva spettare ad ognuno di noi.

Esplose la cultura del tempo libero, sino ad allora di nicchia e accessibile soltanto ad una elite di persone. Lo sport finalmente veniva visto come parte importante della crescita e salute, incentivato sin dalla tenera età.  Vi fu un boom di strutture come piscine, palestre, e per la prima volta oltre al  calcio, unico  ed imperante sport che si poteva praticare, vi fu una vasta scelta di attività sportive, cosa che di lì a pochi anni avrebbe contribuito a  migliorare sensibilmente la nostra vita e dato frutti anche negli sport professionali con grandi risultati.

Nuovi miti nascevano, le culture straniere che inondarono le nostre case attraverso la televisione, unita alla nostra creatività diede vita al famoso “made in Italy”: stile di vita (moda, tempo libero, cucina) che sarà poi subito imitato da tutto il mondo.

Gli anni 80 fecero capire agli italiani che la vita non era solo lavoro e sacrifici. Il colore come così arrivò nelle televisioni, fece capolino anche nella vita nostrana.

Certo non tutto era stupendo, l’edonismo imperante di quegli anni, sviluppò lo status  dell’ apparenza ad ogni costo. Uno degli aspetti negativi che la nuova cultura portava con se.  Ma era ancora un mondo fondamentalmente “ingenuo”, dove gli eccessi e le volgarità degli anni 2000 erano ben lontani dall’essere raggiunti.

Un’età aurea, che la globalizzazione nei decenni successivi portò via. Resta di chi l’ha vissuto o vi è  cresciuto un dolce e malinconico ricordo,  come recitava la strofa finale di Raf “ anni allegri e depressi di follia e lucidità sembran già degli anni Ottanta  per noi quasi ottanta anni fa”.