Avellino, consiglio comunale in streaming e l’opposizione protesta davanti al Palazzo

Il Presidente Ugo Maggio ha comunicato che, per motivi di sicurezza, il consiglio comunale del 3 novembre si svolgesse da remoto per cui le porte di Palazzo di Città sono rimaste chiuse. “Da medico e presidente – ha dichiarato Ugo Maggio- sono tenuto a tutelare la salute di tutti”. Ma l’opposizione non era d’accordo per cui i consiglieri di minoranza hanno stazionato dinanzi al Comune per protesta.

In apertura di assemblea, al primo punto all’ordine del giorno, e’ stato affidato alla ACS (Azienda Città Servizi) il servizio in house per le forniture già in atto, cioè il controllo delle aree di sosta, il rilascio del permesso ai residenti, la sorveglianza degli alunni all’uscita da scuola ed altri servizi a supporto del Comune. Poi si e’ discusso il servizio di esternalizzazione delle attività connesse ai tributi comunali, azione che si è resa necessaria stante la carenza di personale del Comune.

L’affidamento esterno durerà  sei anni ed avverrà mediante gara pubblica. L’assessore alle Finanze Enzo Cuzzola precisava ciò è un atto necessario; aggiungeva che Assoservizi si occupa già da un anno non solo dei tributi, ma dell’incasso di varie entrate comunali. A fine 2019 la società di riscossione ha presentato una proiezione di accertamenti possibili per 40 milioni di euro; fino al blocco da lockdown Assoservizi è riuscita a concludere  procedure di accertamento per otto milioni di euro.

Pertanto Cuzzola manifestava soddisfazione per i risultati raggiunti ed il suo intendimento di proseguire con l’affidamento esterno con la speranza di riacquisire, appena le finanze dell’Ente lo consentano, il servizio interno, che va comunque istruito ed organizzato secondo linee guida.

L’opposizione, che si è concessa in conferenza stampa nello spazio antistante al Comune, si lamentava di essere esclusa dal confronto pur avendo chiesto un tavolo unico di concertazione. Dino Preziosi si chiedeva come mai i consigli comunali di Ariano Irpino e di Salerno si facessero in presenza mentre ad Avellino veniva negata questa possibilità. Gli faceva eco Amalio Santoro, che ravvisava l’opportunità  e l’urgenza di trattare certi argomenti all’ordine del giorno, come esternalizzazioni e rinnovi di contratti, con il confronto ed il contributo anche delle minoranze.

In buona sostanza il responsabile di Si Può rivendicava la possibilità di svolgere il ruolo di consigliere. Luca Cipriano rincarava la dose: “Questa condotta è la prosecuzione di una deriva autoritaria in atto, significa mettere il bavaglio alla democrazia, ma la nostra protesta non significa il ritiro sull’Aventino, ma saremo sempre presenti”.