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I giovani non amano la politica. Il 40% farebbe a meno di votare

Dai Millennials una dichiarazione di non voto

Da un’indagine condotta da via web dall’Espresso risulta che il 40% dei diciottenni farebbe volentieri a meno di recarsi a votare alle prossime elezioni e che piu’ che la politica i punti di riferimento sono la famiglia per il 31,4% e la Rete per il 21,9%.

Tra coloro che invece andranno a votare cresce l’interesse per la destra e per Casapound, anche se il 42,5% di essi (di una fascia che comprende i giovani tra 18 e 35 anni) propende ancora per la sinistra. Il centro e la destra ricevono entrambe preferenze per il 28%. Piu’ in dettaglio, a parte una buona fetta di giovani che dichiara di astenersi, il 28,2% asserisce di preferire il Partito Democratico, il 19,6% il Movimento Cinquestelle, il 13,5% Forza Italia, il 7,5% la Lega, il 6,4% Fratelli d’Italia ed il 4,7% Casapound che, con tale risultato, supererebbe il quorum.

Non e’ un sondaggio irrilevante perche’, anche se non ha fondamenti scientifici, esprime comunque la volonta’ di una fascia di popolazione (18-35 anni) che conta 11milioni e 600mila elettori. Riguardo ai leader di partito Berlusconi tra i giovani conta a sorpresa l’11,6% di simpatie, cio’vuol dire che il carisma del cavaliere e’ universale, mentre tra i pu’ detestati figurano Matteo Renzi , che suscita sentimenti dualistici di amore/odio anche tra gli adulti e Matteo Salvini  che attira piu’ antipatie (32,5%) che fans (7,2%).

Uscendo dalla sfera elettorale i giovani ritengono che le priorita’ per l’Italia siano la crescita economica (26,3%), l’Istruzione (21,6%) e la lotta alla corruzione per il 19%; sono meno attratti dal fenomeno dell’immigrazione (7,3%) e dalla necessita’ dell’integrazione europea (4,8%) forse perche’ sono temi che non li toccano direttamente. Molti di essi hanno dichiarato di essere stati invitati dai loro insegnanti  a preoccuparsi piu’ della preparazione culturale e mirare a crearsi una adeguata posizione lavorativa, che ad interessarsi di politica. E se della politica si interessano poco, i giovani d’oggi relegano all’associazionismo un ruolo ancora piu’ marginale (5,7%).

Cio’ dimostra che e’passata tanta acqua sotto i ponti dall’era sessantottina, epoca in cui la famiglia era quasi detestata ed il sentimento rivoluzionario covava negli animi di tanti giovani. Quegli anni sono intrisi di ribellismo sociale, azione che oggi sembra sopita da una concretezza derivante da problemi che risultano piu’ reali e meno ideali, e dall ‘esempio dei loro genitori, oggi cinquantenni, che  comunque non hanno vissuto una vita di grossi sacrifici, ne’caratterizzata da cambiamenti epocali o da fervidi ideali. In sintesi i giovani oggi si affidano all’aiuto, specie economico dei genitori che hanno avuto condizioni piu’ favorevoli per realizzarsi.