Home Politica Ecco tutte le tappe per la formazione del nuovo governo (forse)

Ecco tutte le tappe per la formazione del nuovo governo (forse)

Una volta scrutinate le schede, per avere un nuovo esecutivo bisogna attendere aprile

È trascorsa circa una settimana da domenica 4 marzo, giorno in cui sono svolte in Italia le elezioni per scegliere i nostri rappresentanti alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. Dopo le votazioni, però, sono numerosi i passaggi da adempiere prima che venga formato, eventualmente, un nuovo governo, visti gli incerti esiti elettorali.

In primis, negli ultimi giorni lavorativi di questa settimana gli eletti hanno iniziato a registrarsi in Parlamento tramite il ritiro del proprio tesserino.

La successiva tappa istituzionale importante sarà venerdì 23 marzo, quando si terrà la prima seduta delle Camere. La prima seduta di Palazzo Madama verrà presieduta dal senatore più anziano, nella fattispecie l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (93 anni); invece alla Camera toccherà dirigere i lavori al piddino Roberto Giachetti, vicepresidente eletto con il maggior numero di voti nella scorsa legislatura.

A questo punto non potrà che svolgersi la prima seduta, dedita alla proclamazione degli eletti e alla scelta dei nuovi presidenti. Per il Senato, occorre la maggioranza assoluta fino alla terza votazione, poi si procede al ballottaggio tra i due più votati. Invece alla Camera, i tempi potrebbero allungarsi considerevolmente: il presidente deve essere votato da almeno due terzi dei deputati fino al terzo scrutinio, dal quarto è sufficiente la maggioranza assoluta.

Nel corso della Settimana Santa, poi, entro lunedì 25 marzo i parlamentari dovranno dichiarare a quale gruppo aderire; due giorni dopo, invece, mercoledì 27, i diversi gruppi avranno scelto i rispettivi capigruppo.

Una volta adempiuti questi passaggi, Gentiloni rassegnerà le dimissioni da Presidente del Consiglio dei Ministri, dando così il via alle consultazioni al Quirinale. In quest’occasione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrà colloquiare con:

  •  I presidenti eletti dei rispettivi rami parlamentari;
  •  Gli ex capi di Stato, nella fattispecie solamente Giorgio Napolitano, l’unico ancora in vita;
  • I rappresentanti dei gruppi parlamentari.

Una volta terminati questi incontri, Mattarella dovrà decidere se affidare a una personalità un incarico esplorativo, se dalle consultazioni non emerga la possibilità di una maggioranza certa; in caso contrario, affida direttamente l’incarico pieno. Frattanto Paolo Gentiloni rimarrà in carica per lo svolgimento degli affari correnti.

A questo punto la persona designata dall’inquilino numero uno del Quirinale, se scioglierà la riserva, presenterà la squadra dei propri ministri a Mattarella, i quali presteranno giuramento al Quirinale. Dopo il giuramento, l’esecutivo dovrà chiedere la fiducia alla Camera e al Senato per avere pieni poteri. Una volta ottenuta la fiducia da entrambe le Camere, il nuovo governo potrà iniziare il proprio lavoro.