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Il turista viaggia verso altri lidi, i flussi in Italia non sono al massimo

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Anche se l’Istat cataloga il 2017 come un’annata record per il numero di turisti che in Italia ha superato i 400 milioni di presenze, il trend dei flussi turistici non e’ altrettanto positivo. Il ministro Franceschini ha animato il settore con l’istituzione degli ingressi gratuiti nei musei (le prime domeniche di ogni mese), tuttavia molte iniziative sono rimaste nel cassetto.

L’Enit (Ente nazionale per la promozione turistica), oltre a mandare in pensione i vecchi EPT (Enti Provinciali del Turismo), pur disponendo di un miliardo di euro di fondi non ha attuato delle tangibili azioni sul campo. Si e’ progettata nel 2014 la formazione delle piattaforme digitali e di sviluppo enogastronomico e montano ma tali piani, tranne che in alcune regioni, non sono decollati.

Nei fatti, come emerge da report della European Commission Travel, le altre Nazioni europee crescono piu’ di noi: nello stesso anno 2017 se l‘Italia e’ cresciuta del 3,5%, le dirette concorrenti Grecia e Spagna si sono attestate rispettivamente al 10,3% e al 9,1%, cosi’ come il Portogallo al 11,5%; per non parlare delle dirimpettaie regioni della ex Jugoslavia che hanno incrementato le presenze nella misura del 13,7% la Croazia e del 18% il Montenegro. Da registrare poi il boom della fredda e lontana Islanda che e’ stata visitata dal 24% in piu’ di turisti.

Non ci preoccupa il trend dell’Islanda che magari attira i curiosi con toccata e fuga, ma il fenomeno crescente di Grecia, Spagna e coste slave significa che queste regioni costituiscono delle valide alternative alle spiagge italiane divenute troppo costose ed affollate (vedi Puglia e riviera Adriatica). I voli ed i soggiorni a basso costo spingono il turismo di massa a prendere un aereo per raggiungere in poco tempo mete un tempo lontane.

Anche le nostre citta’ d’arte hanno subito un flessione: se Roma ha contato lo scorso anno 3,5 milioni di visitatori, Milano 6,8 milioni, Venezia e Firenze circa 5 milioni, Londra ne ha ospitati quasi venti milioni (19,8) e Parigi 14,8. Nel mondo New York si attesta sui 13,1 milioni di turisti, mentre si registra un boom per le citta’ orientali, quali Bangkok con 23,2 milioni, Singapore con 17,6 ed Hong Kong con 25,6.

Cio’ significa che l’Enit dovra fare di piu’: non si puo’ andare avanti di conserva perche’ il turismo rappresenta l’11% del nostro Pil e da lavoro a tre milioni di persone; senza pensare che il giro d’affari che deriva dal turismo per cibo e bevande e’ di ben 26 miliardi!

Quindi e’ opportuno studiare strategie che riportino il turismo balneare sui tremila Km.di coste italiane rendendole ospitali e soprattutto competitive ed i destagionalizzare i flussi turistici spalmandoli a tutti i periodi dell’anno con attrattive e percorsi enogastronomici, dato che di specialita’ in questo campo l’Italia certo non difetta.