Home Salute Camminare aiuta a dimagrire più della corsa e della palestra

    Camminare aiuta a dimagrire più della corsa e della palestra

    Camminare aiuta a dimagrire più della corsa e della palestra

    Camminare è semplice, naturale, spesso molto rilassante e appagante. Ma se vi dicessi che camminare potrebbe anche essere la migliore soluzione per perdere peso, anche più della corsa o di stressanti e faticose sessioni in palestra a sollevare manubri di ghisa? Ci credereste? Si, no, forse? Scopriamolo assieme.

    Le teorie e soprattutto i “conflitti” su quale sia lo sport più salutare per il dimagrimento sono e saranno da sempre al centro del dibattito di tutti gli sportivi più o meno amatoriali. Camminata, corsa, trekking, nuoto, body building, ognuno crede, o quantomeno lo spera, che sia il proprio sport preferito quello giusto da praticare per riuscire a buttare giù qualche chilo di troppo, magari accumulato durante l’inverno.

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    Oggi la risposta al dilemma arriva direttamente dalla prestigiosa London School of Economics. Secondo uno studio, a dire il vero piuttosto criticato in Inghilterra, chi tra il 1999 ed il 2016 si sarebbe concesso la classica mezz’ora di camminata al giorno, con passo veloce e continuo avrebbe una silhouette decisamente più sottile e un indice di massa corporea più basso rispetto a chi si è “distrutto” in palestra con pesi, cyclette o con le vasche in piscina. A ricevere un maggiore beneficio dalla camminata veloce, sempre secondo lo studio, sono state le donne over 50.

    Camminare per perdere peso più efficace della corsa? Perché?

    Ci sono diverse teorie sul perché camminare a passo veloce possa risultare più efficace degli altri sport. Durante la camminata il corpo esegue e quindi subisce uno sforzo regolare e senza forzature. L’organismo produce un andamento cardiaco continuo e regolare, evitando di fatto un eccessivo accumulo di stanchezza fisica, riuscendo pertanto a recuperare molto più rapidamente da chi per esempio preferisce correre o usare pesi in palestra.

    Inoltre, spiega Grace Lordan, la specialista di economia sanitaria coordinatrice della ricerca britannica, quando si cammina è difficile barare: basta controllare, a fine “sessione”, di avere il fiato corto e il viso arrossato per essere certi di aver svolto un buon lavoro. Chi gioca a tennis o nuota, invece, lo può fare anche con un ritmo più rilassato e controllato, pur essendo convinto di aver svolto un’attività ad alta intensità. Per esseri più chiari, solitamente e soprattutto nelle giornate calde, tendiamo ad effettuare camminate veloci lontano dalle nostre abitazione. Piuttosto che girare come dei topolini all’interno di un circuito siamo soliti percorrere diversi chilometri, magari immersi tra la natura e lontano da ogni forma di inquinamento. Pertanto, una volta percorsi 3,4,5 km a piedi, bisogna necessariamente ritornare indietro.

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    Dunque, aldilà dello studio, che per quanto discutibile si basa pur sempre su ricerche scientifiche, dovrebbe in ogni caso essere motivazionale per tutti quelli che ancora si ostinano a prendere la macchina per brevi spostamenti. Camminare, continua la dottoressa, rimane comunque tra i migliori modi per tenersi in forma, tanto che, sostengono i ricercatori inglesi della London School of Economics, le campagne governative dovrebbero puntare più sui benefici della camminata veloce che su quelli di una dieta sana. Almeno in un paese come il Regno Unito, dove le malattie legate all’obesità costano al sistema sanitario nazionale oltre un miliardo di sterline l’anno, sarebbe una prima soluzione al problema.

    Insomma, camminare fa bene, aiuta l’organismo a mantenersi in piena forma. Migliora la circolazione del sangue e soprattutto, risulta essere davvero efficace per tutti quei disturbi più o meno gravi legati alla mente. Che sia stress, depressione o demenza, solo per citarne tre in ordine di gravità, camminare immersi nel verde piuttosto che rimanere segregati in casa può rivelarsi di grande aiuto integrativo alle comuni cure terapeutiche.