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    Coronavirus, la coppia di cinesi “primi casi in Italia” donano 40mila euro allo Spallanzani

    medici asl

    La coppia cinese ricoverata all’Istituto Spallanzani a Roma, primi curati di Coronavirus in Italia, ha deciso di donare 40mila euro come ringraziamento al personale sanitario dell’ospedale. In questo modo, è stato reso omaggio a chi ha letteralmente salvato loro la vita, considerato il lungo periodo di degenza, ossia dal 29 gennaio al 19 aprile allo Spallanzani e da lì fino al 20 aprile all’ospedale San Filippo Neri per la riabilitazione. Al momento di uscire dallo Spallanzani, infatti, la coppia ha dichiarato «Ci avete salvato la vita, grazie. Amiamo lo Spallanzani, amiamo l’Italia». Dopo tali parole, il passo è stato breve verso la donazione al centro sanitario.

    Il marito di 66 anni e la moglie di 67 anni, provenienti da Wuhan, centro dell’epidemia in Cina, erano in Italia dal 23 gennaio per un tour d’arte, con una comitiva sbarcata a Milano Malpensa. Dopo aver visitato diverse città del Settentrione, erano a Roma presso l’Hotel Palatino, quando l’uomo ha iniziato ad accusare la polmonite mentre la donna, positiva ma asintomatica, l’ha manifestata soltanto nei giorni successivi. Appena i due sono arrivati in ospedale, vengono subito intubati in terapia intensiva e poi curati con una terapia basata su antivirali combinati a antinfiammatori.

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    Davanti a un’azione di tale portata, arriva il commento da parte delle autorità, con il messaggio di Alessio D’Amato, assessore alla sanità per la Regione Lazio, pubblicato sulla pagina Facebook della Regione: «La scelta di fare una donazione a favore dell’Istituto INMI Spallanzani è un atto di grande generosità e di riconoscenza. C’è un proverbio cinese che recita: ‘chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita’. Ecco il viaggio e la vicenda della coppia di Wuhan curata all’Istituto Spallanzani, che è un’eccellenza del nostro sistema sanitario regionale riconosciuta in tutto il mondo, e che sono stati il primo caso di positività in Italia, rimarrà impressa nella loro e nella nostra memoria. Voglio dunque rivolgere loro un ringraziamento e un invito a fare ritorno a Roma.»