Coronavirus e gli effetti psicologici provocati dal virus

Oramai e’ trascorso un mese da quando tutta l’Italia, a causa del propagarsi del Coronavirus, e’ stata dichiarata zona rossa. Da allora sono stati vietati gli spostamenti in auto nel territorio nazionale, se non stettamente motivati e necessari; ed e’ stata vietata la circolazione a piedi nei luoghi pubblici e consentito l’accesso a uffici, farmacie, banche e supermercati solo in modalita’ individuale.

Per un eccesso di prevenzione e, piu’ che altro come deterrente, e’ stata vietata anche la circolazione per attivita’motoria all’aria aperta, anche con dubbi e disparita’ di vedute tra governo ed enti locali. Ma il Coronavirus comporta anche conseguenze sulla psiche delle persone coinvolte. Come si ricava da studi condotti da The lancet e Public Health England, gia’ dall’osservazione delle conseguenze del virus della Sars del 2002 sull’impatto psicologico di soggetti sottoposti alla quarantena.

Il Coronavirus può causare traumi psicologici nei soggetti più deboli

Ovviamente si fa distinzione tra coloro che affetti dal virus, con effetti che potevano rivelarsi anche tragici e con complicanze del quadro clinico non legate necessariamente all’eta’avanzata; coloro che hanno vissuto un periodo di quarantena legata alla positivita’ o solo per aver avuto contatti con persone affette dal virus. E infine la grande maggioranza dei cittadini che, pur non avendo ne’ sintomi, ne’ positivita’ hanno dovuto vivere un periodo di restrizione della liberta’ che, stando alle ultime disposizioni si prolunghera’ almeno per altre due settimane (4 maggio). Ebbene , dagli studi condotti si e’ scoperto che la quarantena spesso e’ un’ esperienza traumatica, sia a causa della separazione dai propri cari che per lo stato di incertezza della malattia.

Queste condizioni possono indurre a irritazione, ansia e perfino a propositi suicidi; e tali sintomi possono manifestarsi anche a distanza di quattro settimane dallo scampato pericolo. Secondo il National Institute of Mental Health americano le persone messe in quarantena hanno quattro volte in piu’la possibilita’ di sviluppare un disturbo post traumatico da stress (PTSD) Tale disturbo si manifesta con difficolta’ al controllo delle emozioni, irritabilita’, rabbia improvvisa, depressione, ansia e insonnia; e in ogni caso difficolta’ a parlare degli eventi scatenanti la causa. Pertanto i fattori peggiorativi nell’attuale situazione sono la maggior durata della quarantena, la paura d’infezione, la frustrazione, la noia e la minaccia o consapevolezza di perdite finanziarie.

Covid-19, gestire lo stress post pandemia dovrà essere la priorità.

Una corretta informazione puo’ contribuire ad alleviare tali stress, come la convinzione che pur vivendo un lungo periodo di restrizione si uscira’ completamente dalla pandemia; che bisogna fidarsi della medicina e della scienza e, come training autogeno, fare proprio lo slogan “andra’ tutto bene”.