Coronavirus, CNR: Rischio basso, capire condizioni vittime

Coronavirus: la situazione dei contagi in Italia

L’Italia in queste ore sta assistendo alla comparsa di un focolaio di  infezione da SARS-CoV2, che causa la sindrome respiratoria denominata Covid-19. Al momento i maggiori casi si contagio si sono manifestati in Lombardia, concentrati in un’area limitata del Lodigiano, segue il Veneto e l’Emilia Romagna.

Quattro sono stati i decessi in italia, si tratta di 4 persone over 75 già affette o ricoverate con altre patologie e che purtroppo non hanno superato la crisi. Due sono i problemi che il sistema di sorveglianza  in queste ore sta affrontando con estrema rapidità ed efficienza: identificare la fonte dell’infezione e limitare la diffusione del coronavirus.

Coronavirus, 4 anziani deceduti in Italia. Aumentano i contagi in Lombardia.

Per evitare eccessivo allarmismo è bene ricordare innanzitutto che un centinaio di casi su una popolazione di 60 milioni di abitanti rendono comunque il rischio di infezione molto basso. Solo nelle zone attualmente interessate dalla circolazione il rischio è superiore e i cittadini devono seguire le indicazioni delle autorità sanitarie. Al di fuori di queste, la situazione rimane come nelle scorse settimane. Si tratta ovviamente di una condizione serie e che va continuamente monitorata, ma secondo gli esperti non bisogna creare facili allarmismi.

Coronavirus, tutto quello che c’è da sapere. Ecco le regole da seguire.

L’infezione, dai dati epidemiologici oggi disponibili su decine di migliaia di casi, causa sintomi lievi/moderati (una specie di  influenza) nell’80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una  polmonite, il cui decorso è però benigno in assoluta maggioranza. Si calcola che solo il 4% dei pazienti richieda ricovero in terapia intensiva.
Il rischio di gravi complicanze aumenta con l’età, e le persone sopra 65 anni e/o con patologie preesistenti o immunodepresse sono ovviamente più a rischio, così come lo sarebbero per l’influenza.I pazienti deceduti rientravano quindi in una categoria a particolare rischio.

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Il cittadino che ritenga di avere avuto contatti con persone attualmente poste sotto sorveglianza o che provenissero dalla Cina, soprattutto se manifesta sintomi influenzali, dovrebbe segnalarlo al 112 o al 1500 per essere preso in carico dagli operatori specializzati. Non serve correre al pronto soccorso né chiudersi in casa. Ricordiamo che al momento parliamo di un gruppo (cluster) di casi localizzati e i cui contatti sono tracciati attivamente. Inghilterra, Germania, Francia hanno avuto episodi simili senza conseguenze, anche se con numeri limitati.

Non c’è un’epidemia di SARS-CoV2 in Italia. Il quadro potrebbe cambiare ovviamente nei prossimi giorni, ma il nostro sistema sanitario è in stato di massima allerta e capace di gestire efficacemente anche la eventuale comparsa di altri piccoli focolai come quello attuale. Quindi, ribadiamo, al di fuori dell’area limitata in cui si sono verificati i casi, il cittadino può continuare a condurre una vita assolutamente normale. Seguendo le elementari norme di igiene, soprattutto lavandosi le mani se ha frequentato luoghi affollati, ed evitando di portarsi alla bocca o agli occhi le mani non lavate. (Fonte CNR.it)