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Con “Non ci resta che vincere” aperta la rassegna di cinema all’aperto in piazza Duomo

E’ iniziata la serie cinematografica open air, nell’ambito di Avellino Summer Festival. Cinque film in programma fino a fine settimana, tutti in piazza Duomo (in caso di brutto tempo si proiettera’ nel salone della Camera di Commercio ivi adiacente). Le altre pellicole saranno “Selfie”(mercoledi 4), “Il bene mio”(giovedi 5), “L’uomo che compro’ la luna”(venerdi 6); concludera’ “Fiore gemello” sabato 7 settembre. Ma veniamo alla prima serata. La temperatura frizzante, premonitrice di fine estate, non ha scoraggiato il folto pubblico che ha seguito fino in fondo un film divertente e significativo al tempo stesso. “Non ci resta che vincere”, titolo ad effetto sulle orme del successo di Troisi e Benigni (il titolo originale era Campeones) e’ un film commedia del regista spagnolo Javier Fesser del 2018 che ha ottenuto undici candidature e vinto 3 Goya, incassando in Italia al box Office 300mila euro. Trattasi quindi di una pellicola partita in sordina e piaciuta molto al pubblico; un film che tratta della disabilita’con la particolarita’, non da poco, che gli attori protagonisti sono disabili davvero. Parla di Marco Montes, allenatore in seconda della squadra di basket professionista Estudiantes che, essendo di carattere impulsivo e un po’ presuntuoso, viene a diverbio con il titolare, reagendo al punto da farsi espellere dal campo di gioco e dalla societa’. Esce sbattendo la porta: non solo, preso dalla rabbia alza il gomito bevendo e alla guida della sua auto rischia di travolgere tutto e tutti. Avra’ la peggio in quanto tamponando l’auto della polizia verra’ arrestato e processato per direttissima. La condanna gli impone tre mesi di servizi sociali e, nel caso specifico, viene destinato ad allenare una squadra di disabili presso un centro sociale. Il compito di allestire una squadra di basket coi disabili e’ arduo, ma “non impossibile”, come lo esorta il coordinatore del centro sociale che si prende cura di essi. Ed il nostro trainer, trovandosi alle strette, si appassiona all’impegno tra mille difficolta’ e disagi, dovendo iniziare dall’abc non solo sportivo con quei ragazzi. Disabili che pero’sono dotati della stessa voglia di farcela per superare i loro handicap, con la sola forza di volonta’. E qui viene fuori tutta l’umanita’ del trainer che non demorde ed il lato migliore dei disabili che, se coinvolti emotivamente, danno il meglio di se. Si susseguono scene di ilarita’ coinvolgente che divertono il pubblico che alla fine provera’ empatia per quell’allenatore, impulsivo ma di cuore, ma anche per ognuno di quei ragazzi sgraziati, ma intrisi di sensibilita’e purezza. La squadra dei Los Amigos giungera’ alla finale del campionato che perdera’, ma conquistera’, assieme all’allenatore, l’Oscar della simpatia e del coraggio in un abbraccio comunitario con gli avversari, che commuovera’ il pubblico del palasport ma anche del parterre del Duomo di Avellino!

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