Come investire nel 2021? Nuovi settori generati dal covid-19

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Foto di Aaron Olson da Pixabay

Lo scorso anno 2020 è stato segnato dalla pandemia, le cui conseguenze si sono riversate pesantemente sulle economie con effetti sui prodotti finanziari. Esattamente un  anno fa esplodeva l’epidemia da Coronavirus ed i prodotti finanziari ebbero subito un  contraccolpo sulla loro consistenza ed i rendimenti.

L’impatto diretto era dovuto all’incertezza e poi alla recessione, cioè al rallentamento economico conseguente all’epidemia che è stato pesante, ma meno grave della crisi finanziaria del 2008 /2009, che generò gravi perdite in quanto il sistema bancario era più vulnerabile.

Dopo una settimana dall’inizio della pandemia, quando tassi e rendimenti crollavano, l’indice finanziario italiano (Ftse Mib) registrava una flessione del 36% rispetto a inizio anno, mentre la perdita generale nei Paesi Europei si attestava intorno al 30%. Anche i mercati dei titoli di Stato e delle obbligazioni emesse da società private sperimentavano un calo dei prezzi, che in alcuni casi risultava più ampio per l’Italia.

La crisi derivante dalla pandemia ha avuto inoltre effetti sulle banche italiane, anche se le stesse sono più temprate rispetto al passato, grazie al lavoro di rafforzamento patrimoniale e di miglioramento della qualità degli attivi, adottati a seguito della crisi dei mutui subprime del 2008.

Ma quali sono ad oggi gli investimenti con un rendimento futuro su cui puntare?

Intanto bisogna constatare che, poiché la situazione pandemica nel mondo non è ancora superata, non si possono al momento valutare le perdite economiche che dovranno sopportare gli assets dei singoli Stati.

Ad ogni buon conto vi sono dei settori innovativi su cui sicuramente punteranno. Anzitutto il settore farmaceutico che, con la corsa ai vaccini contro il Covid-19 ha interessato in appena nove mesi una cinquantina di aziende per la sperimentazione e la ricerca di un antidoto valido.

Per ora tra quelle vincenti vi sono Astra Zeneca, Pfizer, Moderna, ciascuna ha realizzato un prodotto  dall’efficacia di oltre il 90%; ma molte altre nazioni, tra cui la Russia con lo Sputnik e la Cina con Sinopharm, contribuiscono ad una scoperta che ha battuto tutti i record in termini di velocità, dal momento che finora per approntare un vaccino si prevedevano almeno due anni, tra studio e sperimentazione.

Altro settore interessante, il cui corso è stato accelerato dalla pandemia e lo smart working, cioè il lavoro da remoto. La diffusione del virus ha costretto molte aziende, sia del privato che del settore pubblico, a privarsi della presenza fisica del personale che è passato velocemente al lavoro da casa. Per fortuna i mezzi tecnologici (computer, modem , ecc.) per favorire questa transizione già esistevano, sono solo stati incrementati, mentre si sono diffuse le piattaforme che offrono servizi di videoconferenze, come Zoom, ma anche servizi cloud come Amazon Web Service.

Le società che trattano energie rinnovabili hanno da qualche anno un interesse crescente: d’ora in poi attireranno sempre più gli investitori, in quanto il Recovery Plan stanzierà 300 miliardi in  tre anni per le infrastrutture ecologiche in Europa.

Mentre per il mercato petrolifero si può prevedere una flessione: già con il lockdown vi era stata una sensibile contrazione negli spostamenti e quindi nei consumi di carburante. Ora che le aziende si propongono di utilizzare lo smart working con una crescente fino al 74% dei propri dipendenti il settore subirà un’ulteriore contrazione.  Contro l’oro nero remano anche lo sviluppo delle energie rinnovabili, che sfruttano sole, vento e acqua come materia prima.

In stand by invece i settori dei trasporti aerei e dell’ospitalità (alberghi, b&b) che, in attesa della fine del blocco, risultando ancora virulento il Covid in tutto il mondo, tengono fermi mezzi e personale con ricorso a ristori e cassa integrazione. Probabilmente non tutte le aziende ne usciranno indenne, ma l’intero settore turistico e dei viaggi può solo sperare che sia vaccinata al più presto buona parte della popolazione, da poter raggiungere l’immunità di gregge, con l’affievolimento della potenza del virus e delle sue varianti.