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    Smart working, ecco come comportarsi quando si lavora o si studia da casa.

    La consulente di business etiquette indica i comportamenti migliori per lo smart working

    Smart working, lavorare da casa

    #iorestoacasa, ormai tutti gli italiani hanno bene a mente il significato profondo di questa parola composta. La tragedia del coronavirus che si è abbattuta su tutti gli italiani (così come nel resto del mondo) come un fulmine a ciel sereno, ci sta costringendo ad una quarantena forzata alla quale non siamo certamente abituati. Il COVID-19 ci ha reso inermi prigionieri delle nostre abitazioni, ma il fine è più che giustificato, evitare nuovi contagi e soprattutto azzerare il prima possibile il numero dei morti. Uno sforzo che prima o poi ripagherà tutto noi.

    Nonostante siamo tutti chiusi in casa, ci sono alcuni settori lavorativi, così come la stessa scuola che si sono attrezzati per lavorare e studiare da casa, grazie all’ormai più che conosciuto Smart working. Solitamente le comodità della propria abitazione tendono a farci rilassare un po’ troppo, e magari pur rimanendo produttivi tendiamo a lasciarci andare ed avere comportamenti inavvertitamente superficiali nei confronti di chi magari si trova dall’altra parte del PC. Dunque, come bisogna comportarsi per evitare brutte figure involontarie con il capo o con i propri insegnanti? Scopriamolo.

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    Anche lo Smart working richiede un dress code adeguato.

    In tempi di telelavoro, può sembrare che l’etichetta, lo stile e spesso le buone maniere possano essere messe da parte, in realtà non dovrebbe essere così. A dirlo la consulente di galateo per il mondo del lavoro Katharina von Bruchhausen che spiega come bisogna comportarsi quando si lavora o si studia da casa attraverso una videoconferenza.

    Per l’esperta, esistono alcune regole preziose per gestire al meglio webinar, conferenze e videocall. Scopo delle sue indicazioni è apparire sempre professionali, autentici e congruenti con il proprio ruolo e target degli individui con cui si interagisce anche nella realtà virtuale.

    NON CAMBIARE IL PROPRIO STILE.
    Rispettare un dress code anche nella modalità smart working, quindi vestirsi esattamente come si sarebbe fatto per una giornata di lavoro; un incontro con un cliente o una riunione importante. Ciò vale anche per trucco e acconciatura, con capelli pettinati, barba curata, ma anche unghie curate, poiché di tanto in tanto le mani sono visibili.

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    NON DIMENTICARSI GONNE E PANTALONI!
    Per essere preparati a qualsiasi imprevisto, l’abbigliamento deve essere impeccabile non solo nella parte che di solito si vede sullo schermo, ma anche nella parte inferiore. La ragione per tale consiglio sta nel fatto che inavvertitamente potrebbe entrare un figlio piccolo, un animale domestico o un familiare. Di conseguenza, il rischio è quello di alzarsi dalla sedia e farsi trovare magari in pantaloncini e ciabatte dal capo o dal docente universitario. Se tali imprevisti si presentano, è opportuno sfoggiare alla fine una sana risata o un sorriso; si chiede scusa e ci si ricompone.

    CREARE IL PROPRIO UFFICIO IN CASA.
    Quando si è in modalità videocall, è di cattivo gusto interrompere l’interlocutore, che va ascoltato fino alla conclusione; solo dopo si interagisce con domande o proprie opinioni. Per evitare che succedano imprevisti come l’intrusione di animali o familiari, sarebbe opportuno scegliere una postazione tranquilla, adeguata al contesto lavorativo; dunque, nel migliore dei casi, si potrebbe ricreare il proprio ufficio in casa, o comunque trovare un angolo della casa in cui per un po’ di tempo si possa stare tranquilli e lavorare indisturbati.