Home Calcio Calcio e Nazionale è tempo di Rifondazione.

Calcio e Nazionale è tempo di Rifondazione.

Calcio – La crisi ormai cronica del calcio italiano dipende da una moltitudine di fattori diversi tra di loro, e la mancata qualificazione della nostra amata Nazionale rappresenta solo il momento apicale e conclusivo di una difficoltà che da anni vive il nostro calcio a tutti i vari livelli. Il cattivo funzionamento del nostro calcio dipende, a nostro modesto avviso, in primo luogo dalla mancata valorizzazione dei nostri talenti italiani, specie nelle squadre maggiormente rappresentative, dove i calciatori italiani fanno molto fatica nel trovare spazio sul terreno di gioco, basta come esempio leggere le formazioni del Napoli, dell’Inter, o della stessa Roma, per fare qualche esempio, per rendersi conto della gravità della situazione attuale. In secondo luogo ormai da tempo le società di calcio, anche quelle piu’ blasonate, hanno smetto nell’investire nel settore giovanile e nella impiantistica atta alla valorizzazione dei giovani talenti azzurri. Mentre oggi si bada solo ed esclusivamente al marketing, alla spartizione dei diritti tv, al fatturato, ai ricavi e dunque al profitto privato, insomma nel nostro calcio domina, senza paura di essere smentiti, solo il DIO DENARO e basta, con buona pace di tutti i valori dello sport che hanno informato per anni lo stile di comportamenti di dirigenti, atleti, tifosi e stampa.

Oggi il calcio da sport, si è trasformato in una sorta di GRANDE IMPRESA, dove appunta domina il profitto, e dove lo stesso calciatore è ridotta a merce di scambio, tutto è ormai finalizzato all’egoistico interesse eminentemente economico, mentre di sport o di gioco del calcio è rimasto davvero poco. Una volta nel calcio esisteva la passione, grazie anche a Presidenti sanguigni ed appassionati come Sibilia, Anconetani, Ferlaino e allo stesso Silvio Berlusconi dei primi anni al Milan dei record, oppure esistevano le bandiere come Baggio, Maldini, Baresi, Mazzola, Scire , Giannini, Rivera e lo stesso Diego Armando Maradona, che rendevano il calcio davvero piu’ bello. Nel calcio moderno, invece non esistono né passione sportiva né bandiere purtroppo.

E dopo la mancata qualificazione ai mondiali, ancora di piu’ il calcio di un tempo sembra mancare veramente, non solo in termini di risultati sul campo, ma anche per la funzione sociale e di educazione che un certo di calcio ha svolto nel nostro paese. Ecco perché e in conclusione possiamo legittimamente affermare come non basta l’esonero di Giampiero Ventura per cambiare le cose, ma tutti i vertici del calcio italiano andrebbero esonerati. Occorre una nuova vera e netta RIFONDAZIONE del nostro sistema calcistico, che deve riguardare tutti dirigenti, calciatori, e tifosi stessi, occorre un drastico cambiamento prima che sia davvero troppo tardi.

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