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Avellino e il caso Luca Abete: Ok, ma il problema della scuola che fine ha fatto?

Siamo tutti d’accordo, la violenza non va mai giustificata in ogni sua forma, soprattutto quando a subirla è un giornalista che prova a far luce su di un caso tanto delicato come quello delle scuole Italiane. Ecco, il problema è proprio questo, paradossalmente la spiacevole aggressione ricevuta da Luca Abete ad Avellino, ha sortito esattamente l’effetto contrario da quello auspicato dallo stesso giornalista. Sono giorni ormai che si parla solo di Avellino, di Luca Abete, del ministro Giannini.Tutto lecito, sia chiaro. Ma le scuole? Perchè nessuno parla delle scuole? Perchè nessuno si domanda come mai un ministro dell’Istruzione non risponda a domande più che lecite sulle scuole Non Buone? Eh già, perchè magari molti non se ne saranno accorti, ma tra le tante buone scuole decantate dal Governo, ne esistono il triplo di non buone!

Dunque, ma che fine ha fatto il problema Scuola? Un Avellino da record, tartassata dai media nazionali e locali sul caso Abete. Una situazione che ha indignato gli italiani e l’intera Italia. Ma quanti media si sono indignati sul poco spazio dedicato alla scuola? Eppure i veri problemi affrontati dal giornalista sono passati in terzo piano, anzi in cantina. Mi sarebbe piaciuto un interrogazione parlamentare sullo stato delle scuole in Italia, sul grande divario tra le strutture tra Nord a Sud, perché se è lecito dirlo, i nostri ragazzi al sud, sul campo dell’accessibilità educativa e varietà dell’offerta formativa sono fermi agli anni 60.

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Senza entrare nel merito di città lontane dall’Irpinia, prendiamo in esame solo la situazione della provincia Avellinese :

La buona scuola è al momento una rarità, le strutture sono inadeguate, letteralmente decadenti, con cosi tante barriere architettoniche da far invidia ad un campo di motocross;

In troppe scuole non sono presenti spazi dedicati ad una mensa. Esattamente come negli anni 60, gli alunni durante la ricreazione devono organizzarsi alla meglio.

Quante scuole sono circondate dal verde? Anche in questo caso sono una rarità. Ed è paradossale considerando che l’Irpinia è una terra che vive nel verde. Dopo ore di studio un alunno per distrarsi 2 minuti è costretto a guardare il palazzone di cemento a 3 metri, insomma si abitua fin da piccolo ad ammirare i cantieri una volta pensionato;

Le palestre? Spesso sono un optional, e dove presenti non sono sicuramente all’avanguardia. Quando magari ci sono due o più classi a condividere l’ora di educazione fisica diventa praticamente un ritrovo dedicato a facebook e Whatsapp;


scuole con la LIM ma senza insegnanti qualificati;

I trasporti poi sono da sempre il fiore all’occhiello della negatività irpina legata alle Scuole. Ricordo quando frequentavo le scuole, gli autobus che trasportavano gli studenti in provincia erano cosi pieni che si lottava letteralmente per entrare e non rimanere a piedi! Mancano linee dedicate, che possano garantire a tutti gli studenti una frequentazione anche pomeridiana delle attività didattiche, ecco dunque che si crea anche un disagio sociale.

Fondi per la scuola vuoti, colmati dai genitori con autofinanziamento in stile donazione per comprare carta igienica, sapone liquido ed altro;

Di cosa vogliamo parlare,degli insegnanti?: ancora oggi molti bambini disabili non hanno un insegnante di sostegno di riferimento, ogni anno cambia, che senso può mai avere tutto questo? Si va a creare ulteriore ed inutile disagio ad un bambino che nel corso dell’anno si è affezionato alla sua maestra, con la quale ha creato un rapporto di fiducia.

E vogliamo parlare delle lingue? Come mai i nostri ragazzi non riescono a colmare il gap delle lingue straniere, forse qualcosa nel sistema educativo non funziona!
Siamo rimasti ancora al classico What’s your name?. In altri paesi fin da bambini insegnano con testi ed insegnanti dedicati la lingua inglese.
E’ vero se voglio garantire a mia figlia una buona offerta formativa: deve essere tutto un extra al di là delle attività scolastiche e tutto a pagamento! Ma veramente era questo il tanto agognato diritto allo studio? Inutile parlare del fertilyday o della buona scuola, quando alla base mancano programmi concreti e soluzioni ugualitarie nel mondo della scuola. Un grande esame di coscienza sul degrado a cui assistiamo e all’indifferenza di tale inefficienza va premiato a livello nazionale. Grazie Abete e anche a Italian Got’s Talent, lo sapete no: che senza soldi alcun talento uscirà dal sud se non si hanno le possibilità economiche! Un welfare dei sogni distrutto dai nuovi giovani nati vecchi.

abete