Home Basket Altra sconfitta contro una diretta concorrente: Venezia passa al PalaDelMauro

Altra sconfitta contro una diretta concorrente: Venezia passa al PalaDelMauro

Altra sconfitta casalinga contro un’altra diretta concorrente: Venezia palla al PalaDelMauro 78-80 alla fine di una partita non da regolar season per intensità e fisicità. La Scandone perde nonostante i 30 punti e 42 di valutazione di Ragland e i 15 e 8 rimbalzi di Fesenko, perché non ha ancora giocatori pronti per giocare partite del genere. Thomas ha sbagliato di tutto ben oltre il -9 di valutazione finale, Randolph ha avuto un solo strappo positivo, mentre Obasohan è stato utilizzato per soli 4 minuti. Come Reggio Emilia, Venezia è sembrata più attrezzata della Sidigas per giocare partite del genere e non ha rubato niente. Avellino si ferma ancora, proprio quando sembrava poter essere in rampa per il definitivo lancio, a dimostrazione che c’è ancora tanto da fare, sia a livello di singoli che di squadra.

Sacripanti sceglie Fesenko e Randolph per i primi 5, mentre Venezia parte con Tonut dalla panchina. Ragland sembra avere le scarpe ben allacciate e mette a referto subito 2 assiste nelle prime 2 azioni del match. Venezia però non è da meno: manda a punti ben 6 giocatori nel primo quarto, mentre la Scandone si aggrappa ad un Fesenko estremamente produttivo. Il lungo ucraino subisce ben 5 falli in 8 minuti e va in lunetta ben 7 volte e da solo tiene i biancoverdi in scia a fine primo quarto, chiuso comunque sul -7 per i lupi (14-21). Il secondo quarto si apre con una tripla di Peric per il massimo vantaggio ospite, ma Avellino non si scompone. Pur non avendo praticamente niente da Randolph e Thomas (3 punti in coppia con 1\7 dal campo) e nonostante la Reyer sporchi tanto la partita (difese miste, tanti falli tattici), Avellino si ricorda di essere la miglior difesa del campionato, tenendo Venezia a 6 punti in 8 minuti e mettendosi nelle mani di un Ragland da 9 punti in un quarto da Mvp. Ne esce fuori un parziale di 17-6 con il quale i biancoverdi ribaltano la partita, chiudendo il primo tempo in vantaggio 35-34. Se in attacco sono Ragland e Fesenko a fare la differenza (11 punti ciascuno più 5 assist il primo e 7 rimbalzi il secondo), è la difesa e la presenza di tutti (meno un Thomas forse non pronto per partite così difficili) che dà ottimi segnali a Sacripanti.

Come sempre, Sacripanti varia il quintetto iniziale mettendo Green per Randolph, ma la Scandone rientra in maniera letargica mentre Venezia parte con un minibreak di 0-6. Il solito Ragland (altri 9 punti nel terzo periodo) riporta Avellino sul 45 pari. Qui una tripla contestata di Bramos lancia un altro parziale lagunare fino al 49-57 di fine quarto, in cui la Scandone appare per la prima volta in difficoltà. L’unica fiammata di Randolph ad inizio di ultima frazione riaccende le speranze biancoverdi: 8 punti in fila dell’ex Alabama riavvicinano la Scandone, ma Venezia non si scompone, continuando con il suo piano partita che non permette mai ad Avellino di prendere ritmo. L’ennesima fiammata di Ragland (altro quarto da 10 punti, per un totale di 28 in 3 quarti) riporta in parità Avellino a quota 67 con 4 da giocare. Purtroppo però sarà l’ultima volta nella partita perché Ejim e Haynes lanciano la volata per la Reyer che, con lo stesso Ejim potrebbe chiudere la pratica, con i due liberi del +4 con 10 secondi da giocare. L’1\2 dell’ala di De Raffaele dà ancora una chance ai lupi e il fallo sul tiro da 3 di Leunen potrebbe dare a Sacripanti un insperato supplementare. Ma l’ala dell’Indiana stavolta non salva i biancoverdi e Venezia espugna meritatamente il PalaDelMauro.

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