Dopo l’annuncio dell’obbligatorietà del Green Pass vaccinale dal prossimo 6 agosto per bar, ristoranti ed eventi da assembramento, il Governo sta studiando l’ipotesi di estenderlo ai viaggi a lunga percorrenza sui mezzi di trasporto, più complicata l’applicazione per il trasporto locale. Intanto non si potrà imporre la decorrenza del 6 agosto per i viaggi riguardanti le vacanze già prenotate, ma da settembre sicuramente andrà in vigore per tutti.
Inoltre le limitazioni al trasporto locale andrebbero a complicare la mobilità a favore della frequenza scolastica, dal momento che le scuole da settembre riapriranno par quanto possibile in presenza. A proposito di scuola oltre che il Pass vaccinale si studia l’opportunità di estendere l’obbligo di vaccinazione a insegnanti e personale scolastico: su questo punto i presidi sarebbero d’accordo mentre alcuni insegnanti si sono ribellati. Ma l’esigenza di tornare alla normalità si avverte anche per la Pubblica Amministrazione ove, almeno per il Front Office, è necessario che si torni a ricevere l’utenza con regolarità.
Nel fine settimana si sono registrate manifestazioni dei No Vax che vedono anche l’istituzione del Pass vaccinale come un’indebita imposizione. Secondo costoro l’adozione del Pass sarebbe un subdolo mezzo per costringere la popolazione alla vaccinazione, non tenendo conto della libertà individuale.
A questo punto come pensa il Governo di risolver tale grana giurisprudenziale? Secondo Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, la Costituzione consente che si possano introdurre trattamenti sanitari obbligatori ma non con decreto legge, bensì con procedura legislativa del Parlamento. Ciò significa che la legge a favore della vaccinazione obbligatoria troverebbe il voto contrario della Lega oltre che di Fratelli d’Italia, ma soprattutto si allungherebbero i tempi di applicazione della stessa proprio in un momento storico in cui la componente tempo è fondamentale al raggiungimento della sospirata immunità di gregge.
In Italia vige da anni l’obbligo per dieci vaccini
Facendo un rapido excursus, ricordiamo che in Italia vige l’obbligatorietà di ben dieci vaccini, adottati specie in età pediatrica (da zero a 16 anni) varati negli anni a partire dal 1939 (difterite), al 1963 (tetano) al 1966 (antipolio) e1991. Nell’anno 2017 sono stati immessi obblighi anti-epatite, anti-pertosse, anti-morbillo, anti-rosolia e anti- epatite B per i nati dall’anno 2001.
Queste leggi hanno consentito di debellare le su elencate malattie ma cio’ nonostante si registra la resistenza di un gruppo di negazionisti che si ostinano a ostacolare le più elementari risoluzioni a favore della salute ed il benessere fisico.
I motivi che spingono possono essere ricercati solo solo con un’ interpretazione psicologica, dal momento che gli unici metodi per contrastare l’avanzata della pandemia sono vaccini, mascherine e distanziamento sociale, che i No Vax aborriscono. Si potrebbe obiettare che i vaccini che si stanno somministrando contro il Covid hanno ancora qualche aspetto sperimentale (circa l’età e lo stato di salute dei vaccinandi), dal momento che sono stati preparati in meno di un anno; ma se pensiamo che gli effetti benefici superano di gran lunga i rischi e le controindicazioni e che quello di vaccinarsi è anche l’unico antidoto ad un virus micidiale che ha già mutato più volte forma, allora non c’è alcuna giustificazione al diniego dei negazionisti. Se poi la logica della protesta è alla stregua di “io contesto quindi sono” allora la posizione è individuale e non può in alcun modo coinvolgere la collettività!