Unioni civili cresce il fronte del no

gay pride

“Questa legge si deve  fare, per il PD quello delle unioni civili è un tema irrinunciabile. Se NCD non darà il suo appoggio faremo alleanze con altre forze politiche per portare a casa la legge”- e quanto sostenuto dalla Ministra delle Riforme  Maria Elena Boschi sabato scorso ad un dibattito promosso da Italia dei Valori. Lo stesso giorno  non si è fatta attendere la risposta di Angelino Alfano, il quale ha  ribattuto duramente asserendo di essere pronto a tutto “pur di difendere il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà, pur di impedire il ricorso all’utero in affitto che vogliamo diventi reato universale”. Insomma i contrasti tra PD E NCD proseguono sul versante delle unioni civili e in modo particolare sulle adozioni a favore di coppie dello stesso sesso. E difficilmente il ddl Cirinnà sarà votato dai centristi visto che le unioni civili non fanno parte del programma di governo. Non solo NCD ma anche all’interno dello stesso PD si registrano dissensi e malumori specie la parte moderata mal digerisce questo provvedimento, infatti lo stesso Beppe Fioroni deputato Dem , ed esponente cattolico non nasconde il suo netto no, definendo l’utero in affitto ” un crimine contro l’umanità”. La stessa chiesa cattolica scende in campo per difendere con forza la famiglia tradizionale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna come da dettato costituzionale. “Lo Stato Italiano può disciplinare i rapporti fra le persone con il codice civile, ma non bisogna toccare la famiglia tradizionale, piu’ di tutto preoccupa l’accesso alle adozioni, il tema dei figli è molto delicato e come tale sono contrario ad ogni forma di adozione, – e’ quanto affermato dal vicario per la diocesi di Roma Vallini. Lo stesso deputato Irpino di Scelta Civica Angelo Antonio D’Agostino invita il governa a non dimenticare che la famiglia tradizionale è l’asse portante della società. Infine anche il modo accademico muove critiche verso questa riforma. “il nostro Stato si fonda su una carta fondamentale e nuove leggi contrarie ai suoi principi non possono validamente operare, la legislazione ordinaria non può stravolgere principi consolidati, e’ sbagliato rompere i legami genitoriali, che poi sono quelli naturali- sentenzia duramente Lorenza Violini  ordinario di diritto costituzionale all’Università Statale di Milano.

Marco Grossi