Nella notte tra il 19 e 20 ottobre, alla vigilia dell’inaugurazione, il maglificio 100 Quindici Passi, nato su un bene confiscato alla camorra, diventa bersaglio di colpi di arma da fuoco che ignoti fanno esplodere sul cancello d’ingresso. Oggi l’inaugurazione e la risposta, forte, decisa di don Ciotti e della Commissione Nazionale antimafia, presieduta dall’onorevole Rosy Bindi.
Il progetto di riqualificazione , lo ricordiamo, è sostenuto in primis da Fondazione per il Sud e da Libera e prevede il reinserimento economico e lavorativo di soggetti svantaggiati e la ristrutturazione e riqualificazione del bene da destinare all’obiettivo, ridando ciò che era stato indebitamente tolto alla comunità. È il primo progetto Libera nato ad Avellino, singolare perchè raramente un’abitazione privata, in questo caso una villa bunker sottratta alla camorra, diventa un laboratorio artigianale. Si spalancheranno con oggi le porte alla comunità, si accoglieranno quei 7 lavoratori che rappresenteranno evocativamente quei passi, quella distanza che si intende accorciare tra la diffidenza-paura e le azioni positive, un’iniziativa simbolica , che scuote, che richiama il riscatto per lo sviluppo economico e per l’intero territorio.