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Un tuffo nel Medioevo a Rocca San Felice

Non è la solita sagra. Nel week end post ferragostano a Rocca San Felice si e’ vissuta una tre giorni nell’atmosfera medievale; nelle viuzze del borgo, circondate dalle case rivestite in pietra viva con tanto di portali ad arco e bordature con rilievi, si aggiravano personaggi in costumi d’epoca tra le locande ed i laboratori artigianali brulicanti di visitatori incuriositi. Gia’ nell’entrare in paese si e’ avuto un colpo d’occhio eccezionale: inoltrandosi nel cors in lieve pendenza si scorgeva sullo sfondo  la Rocca, antico maniero posto su una roccia sufficientemente alta per dominare la vallata.

La Rocca fu fondata nell’anno 850; nel secolo XI, trasformatasi in castello, fu abitata dai Normanni, costitui’ difesa dai circostanti Ducati del Salernitano e Beneventano; vesro la fine del 1300 appartenne a Landolfo d’Aquino e dalla fine del 1500 fino al 1806 ad Annibale Caracciolo, poi a Gian Franesco Capobianco.

La Festa Medievale, giunta alla 23esima edizione, si e’ svolta da giovedi 16 a domenica 19 agosto ed ha visto sfilare dame e cavalieri, mercanti, maghi e fattucchiere, inoltre ci sono state l’esposizione e l’esibizione dei falconieri, concerti di musica celtica ed irlandese, un banchetto medievale allestito in piazza con tavolata disposta in circolo, ove i commensali (potevano parteciparvi tutti anche con vestiti d’epoca), hanno pregustato minestre e cacciagione, piatti tipici della semplice cucina di una volta.

Facendo un giretto nei vicoli per raggiungere la rocca si e’ potuto visitare le botteghe artigiane, di lavorazione del legno e del ferro battuto, con esposizione di opere di un certo rilievo artistico. Nessuna parentela con le comunissime bancarelle che ritroviamo in ogni dove e che fanno da cornice alle molteplici sagre (ormai se ne orgnizzano troppe e chissà se rispettano tutte i criteri minimi di igiene!) che vengono allestite d’estate in ogni paese della provincia. Arrivando nel pomeriggio c’era anche la possibilta’ di visitare la Mefite, un piccolo lago dalle esalazioni sulfuree, sito nella circostante Valle d’Ansanto, luogo già descritto da Virgilio come l’ingresso gli Inferi perche’ caratterizzato da esalazioni che possono condurre al sonno letale; per altri e’ legato alla Dea Mefite come luogo benefico perche’ proteggeva la fertilita’ delle donne. Questo ameno paese ad oggi non e’ annoverato tra i luoghi pu’ belli d’Italia ne’ ha ottenuto alcun riconoscimento

probabilmente perche’ non spinto, ne’ propagandato a sufficienza. Riteniamo che abbia tutte le carte in regola per essere preso in considerazione o ameno incluso negli itinerari turistici nazionali. Intanto invitiamo tutti coloro che non sono mai stati a visitarlo anche nei periodi che non siano festaioli o agostani; ricordiamo che dista circa quaranta Km. dal Capoluogo, che vale la pena di percorrere in quanto non si resta delusi.