Home Salute Tumore al seno, più guarigioni ma aumentano le malate

Tumore al seno, più guarigioni ma aumentano le malate

A Roma durante International Meeting on New Drugs in Breast Cancer, aumentano i casi di cancro a donne sotto i 50 anni di età.

tumori al seno

Tumore al seno – Ad oggi la mortalità per il tumore al seno è diminuita drasticamente, siamo arrivati quasi al 30% in meno nel corso degli ultimi 25 anni, anche se aumentano le donne colpite dalla malattia, soprattutto sotto la soglia tipica dei 45 anni di età. Questo straordinario risultato è sicuramente frutto di avanzate ricerche in campo medico ma soprattutto grazie alla diagnosi precoce, ad oggi nel nostro paese ci sono quasi 700.000 donne che hanno avuto la neoplasia e sono vive, con un aumento del 20% rispetto ai dati del 2010. Dato anche migliore è rilevare come i 2/3 di queste donne hanno “definitivamente” sconfitto la malattia, avendo ricevuto la diagnosi da oltre cinque anni. A Roma durante International Meeting on New Drugs in Breast Cancer 200 esperti del settore arrivati da tutto il mondo hanno proprio snocciolato questi dati confortanti.

E’ POSSIBILE SCONFIGGERE IL CANCRO AL SENO
Dunque ad oggi l’87% delle donne sopravvive, è possibile sconfiggere un tumore alla mammella, ma il passo fondamentale resta la diagnosi precoce. Con il passare degli anni gli esperti hanno compreso come il tumore al seno avesse un range di età più ampio rispetto ai 50-70,si è infatti notato un forte aumento di donne colpite da questo male, anche prima e dopo quella fascia d’età, a tal proposito le indicazioni giunte dal Convegno dei medici sono state piuttosto chiare, effettuare la mammografia a partire dai 43-45 anni e continuarlo anche dopo i 70.


MA SONO AUMENTATE LE MALATE

Agli inizi del 2000 sono stati quasi 8.000 i casi di tumore al seno registrati, a fine di quest’anno si calcola che saranno 10.105. Un aumento del 27% ed è questo il solo dato sconfortante.

“Lo screening nelle donne dai 50 ai 69 anni ha contribuito in maniera determinante a ridurre di quasi il 40% la mortalità per cancro del seno nell’ultimo ventennio – spiega il prof. Francesco Cognetti, direttore dell’Oncologia Medica del Regina Elena di Roma e presidente del Convegno giunto alla quarta edizione -. L’età del primo esame va abbassata per tutte le donne a 45 anni e i controlli devono proseguire fino ai 74. Oggi solo due Regioni, Emilia-Romagna e Piemonte, hanno ampliato in maniera strutturata la fascia d’età da coinvolgere nei programmi di screening, come suggerito dal ‘Piano nazionale prevenzione’”.

“L’innovazione prodotta dalla ricerca ha permesso di raggiungere risultati importanti – afferma il prof. Cognetti -. In quindici anni le percentuali di guarigione sono cresciute di circa il 10%, passando dal 78 all’87 per cento. Si tratta di un risultato eccezionale, da ricondurre alle campagne di prevenzione e a trattamenti innovativi sempre più efficaci”. e, se si interviene ai primissimi stadi, la sopravvivenza raggiunge il 98%”.  “Ma il tumore del seno resta la più frequente causa di morte per cancro nel sesso femminile, anche fra i 40 e i 50 anni. Vanno quindi sensibilizzate le donne ad aderire alla mammografia ed è necessario che le Istituzioni siano pronte a recepire le indicazioni che provengono dalla comunità medico-scientifica”.

 

DI COSA PARLIAMO?

Per tumore alla mammella si intende la situazione patologica in cui un tumore viene a svilupparsi nel tessuto mammario. I segni di questa condizione possono comprendere un nodulo palpabile nella mammella, un suo cambiamento di forma, la formazione di fossette nella pelle, del fluido proveniente dal capezzolo, la comparsa di una macchia rossa squamosa sulla pelle. In coloro che sviluppano una diffusione a distanza della malattia (metastasi), vi può essere comparsa di dolore alle ossa, ingrossamento deilinfonodi, mancanza di respiro e ittero.

I fattori di rischio per lo sviluppo di questo tumore sono l’obesità, una vita sedentaria, l’assunzione eccessiva di bevande alcoliche, alcuni tipi di terapia ormonale sostitutiva per la menopausa (e comunque se protratti per oltre 10 anni), l’esposizione alle radiazioni ionizzanti, l’età precoce della prima mestruazione e avere figli in età avanzata o non averne proprio.[2][4] Il 5- 10% dei casi sono dovuti a geni ereditati dai genitori, compresi tra gli altri il BRCA1 e il BRCA2. Il tumore alla mammella si sviluppa più comunemente nelle cellule di rivestimento dei dotti galattofori e nei lobuli che forniscono i condotti di latte materno. I primi sono noti come carcinomi duttali, mentre i secondi come carcinomi lobulare.[2] In aggiunta, vi sono più di 18 altri sotto-tipi di tumore alla mammella classificati. Alcuni tipi si sviluppano da lesioni pre-invasive come il carcinoma duttale in situ.La diagnosi viene confermata tramite biopsia e una volta che è fatta, ulteriori test possono essere effettuati per determinare se e quanto il tumore si è espanso e quale trattamento preferire.

L’equilibrio tra i vantaggi e gli svantaggi dello screening per questo tumore è oggetto di controversie e dibattiti. Una review del 2013 della Cochrane Collaboration ha puntualizzato che non vi sono prove conclusive che lo screening mammografico sia utile o meno.Una rassegna del 2009 per la Task Force US Preventive Services ha trovato evidenza di un beneficio in coloro che sono nella fascia di età tra i 40 e i 70 anni e l’organizzazione raccomanda lo screening ogni due anni nelle donne dai 50 ai 74 anni.Come misure preventive per coloro che sono ad alto rischio, l’assunzione di farmaci come il tamoxifene o raloxifene e la rimozione chirurgica di entrambe le mammelle. A coloro a cui è stato diagnosticato un tumore mammario, possono essere proposti una serie di trattamenti e approcci come la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia e la terapia mirata.

La prognosi per il tumore alla mammella varia a seconda del tipo, all’estensione della malattia, e all’età del paziente. I tassi di sopravvivenza nel mondo sviluppato sono alti, con valori stimati che variano tra l’80% e il 90% a 5 anni dalla diagnosi.Nei paesi in via di sviluppo questi valori sono molto più bassi. In tutto il mondo, il tumore alla mammella rappresenta il tipo principale di neoplasia nelle donne e il 25% di tutti i casi di tumore. Nel 2012 si sono registrati 1,68 milioni di casi che hanno portato a 522.000 decessi. È più comune nei paesi sviluppati ed è più di 100 volte più comune nelle donne rispetto agli uomini.

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