Home Attualità Matrimonio, più separazioni e convivenze, lo rivelano dati Istat

Matrimonio, più separazioni e convivenze, lo rivelano dati Istat

I recenti dati diffusi dall’Istat fanno emergere un quadro davvero preoccupante in ordine all’istituto del matrimonio nel nostro paese, e di riflesso sulla famiglia italiana in generale. Nel nostro bel paese ci sono sempre meno matrimoni, sempre piu’ separazioni e divorzi e soprattutto la maggior parte delle coppie al matrimonio tradizionale preferisce la diversa forma di convivenza “more uxorio” , questi tipi di rapporti dilagano nella nostra nazione e sono piu’ che raddoppiate negli ultimi otto anni. Nel 2014 le separazioni sono state 89.303 e i divorzi 52.355, le separazioni piu’ frequenti si registrano al Nord, mentre gli incrementi piu’ consistenti al Sud, ad esempio in Campania si registrano ben 254 separazioni ogni mille matrimoni. Le prospettive potrebbero nel tempo divenire ancora piu’ inquietanti se si tiene conto delle entrate in vigore delle nuove normative in materia. L’11 maggio scorso è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge sul divorzio breve, che permette di giungere allo scioglimento del vincolo del matrimonio dopo soli sei mesi rispetto ai tre anni della legge precedente in assenza di situazioni conflittuali tra i coniugi, altrimenti in un anno nelle separazioni giudiziarie.
Ma forse ciò che piu’ che piu’ fa riflettere è il sensibile calo dei matrimoni negli ultimi 20 anni, dove mentre le separazioni sono aumentate del 70 per cento, i matrimoni, secondo i dati ufficiali Istat, sono crollati di ben 100 mila unità. Nel 2014 i matrimoni sono stati 189.765, il dato piu’ basso dal 1945 ad oggi. Se pensiamo che prima della metà degli anni sessanta in Italia si celebravano quasi 400 mila matrimoni all’anno. Si registra una notevole riduzione dei matrimoni all’altare, anche se i matrimoni religiosi sono piu’ stabili di quelli civili.
Occorre ricercare i motivi per i quali l’istituto del matrimonio sia in forte crisi, con ogni probabilità le normative degli ultimi anni non hanno tutelato con forza il vincolo matrimoniale, e di conseguenza lo stesso dettato della Costituzione all’articolo 29 secondo il quale “LA REPUBBLICA RICONOSCE I DIRITTI DELLA FAMIGLA COME SOCIETA’NATURALE FONDATA SUL MATRIOMONIO, sembra essere stato completamente dimenticato dal nostro legislatore. Sono davvero lontani i tempi della Costituente, quando per un pugno di voti non passò il principio di indissolubilità del matrimonio. Oggi invece pare che vengano prima i diritti civili, le unione tra persone dello stesso sesso, e la famiglia tradizionale invece? Completamente dimenticata, lasciata sola e abbandonata verso il declino.
A cura di Marco Grossi