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Tra Sogno e realtà | Rubrica

“Trasformeranno le loro spade in aratri e le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la loro spada contro un altro popolo e non si eserciteranno più nell’arte della guerra”. Un profezia biblica che da qualche tempo è sempre più nota, anche se non sempre condivisa.La pace perenne, la pace perpetua (di kantiana memoria), la pace universale,quasi sempre è stata identificata come un bel sogno, una utopia, qualcosa che non si è mai tradotta in realtà e mai si tradurrà. Uno scetticismo che forse sarà anche comprensibile per i non credenti, ma non per coloro che, almeno a parola, dicono di credere.Di credere in un Dio inteso come stigma di tutto ciò che esiste nell’universo intero. Una esistenza, una realtà, un Essere che non potremmo intendere se non in senso positivo: Bene infinito. Il male è solo negazione, mancanza del bene, lontananza da Dio. Immaginare che Dio possa essere nello stesso tempo bene e male,verità e menzogna, pace e guerra, sarebbe solo una enorme contraddizione.Potrebbero essere solo opinioni se di fatto non influissero sulla comune realtà quotidiana. Diciamo che la pace non sarà mai possibile forse anche perché ci sembra difficile, tale da richiedere una fede sincera, un impegno comune, una fatica assidua.Pensiamo che sia più comodo lasciare che le cose vadano per il loro verso, sempre in bilico tra l’essere e il non essere, tra gl’innumerevoli “io” e l’unico vero Dio.Ma i conti così non tornano. E il cammino risulta sempre lungo e difficile. Fino aquando?

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