Avellino Calcio – Non va troppo per il sottile il presidente dell’Avellino Calcio, Walter Taccone, quando parla delle prospettive future sul nuovo stadio. Dopo l’incontro con il comune di Avellino il sanguigno numero uno Irpino non lascia peli sulla lingua, e ai microfoni di Otto Channel e sulle pagine di ottopagine.it, dichiara: Siamo in una situazione piuttosto delicata, evitiamo di fare figure di merda(testuali parole)!, lo affermo senza troppi giri di parole. Ad oggi, già non stiamo facendo una bella figura con il resto dell’Italia, non solo come squadra di Calcio ma come città di Avellino. Chiaramente la colpa non deve ricadere solo sul sindaco, non è il solo a prendere decisioni, ma leggo ancora una volta come alcuni dirigenti, probabilmente poco attenti, nonostante ci sia un delibera solo da ratificare, continuano a sostenere che l’Avellino è debitore nei confronti del Comune, la realtà e che noi vantiamo un credito di 400 mila euro dal comune stesso”
Dunque il presidente Taccone ci va giù pesante, affermando inoltre come nella giornata di domani, ci sarà un incontro estremamente delicato, con il sindaco Paolo Foti e il presidente della Serie B, Andrea Abodi. “Nell’incontro di domani, bisogna necessariamente risolvere la questione stadio, ho chiesto e pretendo la delibera del Consiglio Comunale che attesti in modo chiaro e netto quanto dobbiamo ricevere dal Comune. Qualora anche l’incontro di domani risultasse infruttuoso, lunedi farò un decreto ingiuntivo per oltre un milione di euro al comune di Avellino. Il progetto dello stadio è pronto e ben delineato, ma se si persevera con questo atteggiamento sarò pronto a cestinarlo. Questa storia è diventata paradossale ed insopportabile”
Parole durissime, ma evidentemente frutto di una frustrazione che continua da troppo tempo ormai, il numero uno dei Lupi con una frase molto decisa e senza vie di scampo conclude: “Se la situazione non si risolve, invito tutti i tifosi dell’Avellino Calcio a non sottoscrivere l’abbonamento, perchè andremo sicuramente a giocare in periferia o in un altra città. Nessuno ci prende in giro. “