I tagli alla politica decisi dal governo Renzi andranno a regime solo nel 2018. Ma anche allora i tagli non risulteranno drastici, se seguiranno l’andamento lento adottato sinora specie sugli antichi prIvilegi di Camera, Senato,Quirinale e Consigli Regionali. Un’inchiesta dell’Espresso e’ andata a spulciare i privilegi della Casta; i costi dei Consiglieri e Presidenti Provinciali sono stati cancellati per la soppressione dell’Ente stesso, mentre il budget per il bonus dei parlamentari non e’ stato tagliato. Perche’ il deputato riceve, oltre alla corposa indennita’, una diaria forfettaria di 3.503 euro al mese per le spese di soggiorno a Roma e di 3.690 netti per garantire il suo ufficio politico nei rapporti con gli elettori. Per i senatori la procedura e’ diversa ma l’indennita’ arriva a 9.330 euro al mese. Il fatto e’ che non c’e verso di perdere tale indennita’,perche’ essendo un forfait, non deve essere rendicontata con giustificativi (le cosidette pezze d’appoggio) e che le stesse, se non spese nel mese di riferimento, possono essere recuperate entro l’anno. Potra’andare meglio solo con la riforma che se passera’vedra’ ridurre il numero dei senatori a cento e l’obbligo di incassare per questi solo lo stipendio dell’ente di appartenenza (i nuovi senatori saranno scelti tra consiglieri regionali e Sindaci). Complessivamente il nuovo Senato, secondo uno studio della Ragioneriadello Stato, costera’ solo il nove % meno dell’attuale per un importo di quasi mezzo miliardo di euro l’anno.Che significa la meta’ di Montecitorio che, nonostante i tagli costera’ancora un miliardo l’anno all’Erario ed il doppio del Quirinale. La Corte del presidente della Repubblica, costituita da corazzieri, poliziotti, funzionari e burocrati costa 236 milioni di euro l’anno; costo che e’ diminuito solo di 2,15% rispetto al 2015 e soltanto di un milione di euro rispetto al 2014. Gli italiani non hanno la Corte Reale da piu’ di un secolo ma e’ come se l’avessero, dati i costi della politica da sopportare! Inoltre i parlamentari hanno dei privilegi sotto forma di bonus che incidono sulla bilancia e li rendono ancor di piu’ casta. Tutti a Montecitorio godono di un plafond supplementare di 1.200 euro per spese telefoniche (nel 2014 era di 3.980 mentre altri 1.500 sono destinati all’acquisto di computer o tablet (al Senato salgono a 2.500 euro). E sui trasporti? La compagnia di bandiera Alitalia, gia’ decotta economicamente, e risanata dallo Stato italiano con cinque miliardi di euro, si e’ premurata di fornire una Carta Millemiglia che, in base alla percorrenza, consente agli onorevoli di regalare viaggia parenti ed amici. Ma questi sono solo i bonus;gli stessi prendono dalla Camera un rimborso spese trimestrale di 3.323 euro, per coloro che vivono entro cento chilometri dall’aeroporto piu’ vicino e di quasi quattromila se la distanza e’maggiore. E come benefit accessorio, per posare l’auto al parking di Fiumicino agli italiani comuni costa €293 al mese mentre al parlamentare solo 50 euro.
Spending review sui politici : finora solo una sforbiciata
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