Home Economia & Lavoro Sistema industriale irpino al collasso? Urgono misure straodinarie

Sistema industriale irpino al collasso? Urgono misure straodinarie

Allarmante il quadro industriale in Irpinia. Tra chiusure di stabilimenti, riconversioni da programmare e flessione di mercato, nell’immediato futuro rischiano di restare a casa 4mila lavoratori.

La rinuncia da parte della societa’ franco-indiana Arcelor-Mittal avra’ ripercussioni anche nella nostra provincia. Difatti lo stabilimento di San Mango che occupa circa 150 dipendenti acquisisce le commesse di lavorazione da Taranto; se dovesse fermarsi l’ex Ilva ci sarebbe uno stop anche per l’azienda della media Valle del Calore.

Gia’in primavera aveva chiuso i battenti la Novolegno lasciando a casa 150 lavoratori; la Denso occupa un migliaio ma fa frequente ricorso alla cassa integrazione e al lavoro interinale e dipende molto dall’andamento di Fiat dal momento che fornisce ad essa gran parte dei condizionatori che produce. La stessa FCA potrebbe apportare grossi benefici alla succursale di Pratola Serra, a patto che parta la produzione del diesel pulito o che si riconverta all’ibrido ed elettrico. Ma di fatto nello stabilimento di Pratola nel 2020 si produrranno i motori diesel 6-d per il furgonato Ducato.

Anche la crisi della Whirpool comporta preoccupazione per un indotto che interessa vari opifici presenti in provincia, come la Pasell, Cellublock e Scame Mediterranea, con sedi in Montoro, Forino e Sant’Angelo dei Lombardi.
Ancora, a causa del rogo subito a settembre e’ ferma la I.C.S., che produceva circuiti stampati in materiale plastico.

Altra nota dolente proviene dal distretto conciario di Solofra: l’importante polo che produce pelli ovine, caprine e vitelline gia’ nel 2018 ha accusato una flessione circa del 10% rispetto all’anno precedente. Gli addetti al ciclo di produzione della concia sono 1859, dislocati in 155 aziende a cui si aggiungono 51 stabilimenti che stanno chiudendo perche’ in regime di concordato preventivo o fallimento.Per tutte questi casi e’ stato convocato un tavolo di discussione urgente tra Asi e Confindustria fissato per martedi 12 novembre presso la sede del Consorzio a Pianodardine.

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