Home Salute Senza la C, campagna di informazione e prevenzione per combattere l’Epatite C

Senza la C, campagna di informazione e prevenzione per combattere l’Epatite C

L’ epatite C , è malattia infettiva, causata dal virus Hepatitis C (HCV),è un infezione prevalentemente asintomatica, ma col tempo danneggia il fegato. Colpisce il 4% della popolazione a livello mondiale, anche in Italia le percentuali non sono affatto basse. L’unica cura è la prevenzione. A tal proposito, circa sei associazioni di pazienti affetti da epatite C, hanno deciso insieme di lanciare un’importante campagna di sensibilizzazione,“Senza la C” campagna nazionale contro l’epatite C. Lo scopo di questo progetto è quello di dare tutte le informazioni possibili ai fini della prevenzione contro questa malattia, per la quale ancora non esiste un vaccino e spesso determina la morte.

“Senza la C”, 6 associazioni di pazienti insieme per combattere l’epatite C

Sensibilizzare le persone, informarle , indicare quali sono i comportamenti da adottare per evitarla, quali siano gli eventuali rischio contagio. Le informazioni sono disponibili anche sul sito www.sensalac.it, in più saranno distribuite in farmacia e non solo anche nelle Asl, brochure a carattere informativo . Le associazioni che hanno promosso questa importante campagna preventiva contro l’epatite C, sono L’ANED, ( Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto) , L’ EPAC ( Pazienti con epatite e malattie del fegato) FEDEMO ( Federazione delle Associazioni Emofilici), Plus ( Personale LGBT Sieropositive) NADIR che riunisce pazienti con Hiv e l’Isola di Arran impegnata nella lotta dell’ emarginazione sociale causata dalla droga. Anche se attualmente ci sono farmaci in grado di poterla combattere, la prevenzione resta fondamentale. Moltissime sono le modalità di trasmissione , molte delle quali sono addirittura impensabili e vengono sottovalutate, questo è uno dei principali motivi e rischi di rimanere infetti dall’epatite C. Informarsi significa prevenire il rischio di contrarre questa malattia, che purtroppo sembra sempre più diffusa.

 

Cenni sull’Epatite C

L’epatite C è una malattia infettiva, causata dall’Hepatitis C virus (HCV), che colpisce in primo luogo il fegato (epatite).[1] L’infezione è spesso asintomatica, ma la sua cronicizzazione può condurre alla cicatrizzazione del fegato e, infine, alla cirrosi, che risulta generalmente evidente dopo molti anni. In alcuni casi, la cirrosi epatica potrà portare a sviluppare insufficienza epatica, cancro del fegato, varici esofagee e gastriche.

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L’HCV è trasmesso principalmente per contatto diretto con il sangue infetto, spesso dovuto all’uso di droghe per via endovenosa, a presidi medici non sterilizzati e trasfusioni di sangue. Si stima che circa 130-170 milioni di persone al mondo siano infettate dal virus dell’epatite C. L’esistenza dell’epatite C, in origine definita “epatite non A non B”, è stata ipotizzata nel 1970 e confermata nel 1989.

Il virus persiste nel fegato di circa l’85% delle persone infette. Questa infezione persistente può essere trattata con i farmaciinterferone e ribavirina, che rappresentano la terapia di riferimento. Complessivamente il 50-80% dei pazienti trattati guarisce, mentre coloro che sviluppano cirrosi o cancro possono necessitare di un trapianto di fegato. Al 2015 nessun vaccino efficace contro l’epatite è ancora disponibile.

Si stima che vi siano circa 130-170 milioni di individui affetti da epatite C al mondo. Gli studi fanno ritenere, inoltre, che l’HCV sia responsabile, a livello mondiale, del 27% delle cirrosi epatiche e del 25% degli epatocarcinomi. In Italia vi sono circa 1 milione di persone infette con un’incidenza di 0,5 nuovi casi ogni 100.000 abitanti (nel 2004), in diminuzione, soprattutto nei giovani, grazie alla maggiore attenzione alle pratiche di sterilizzazione, all’impiego di materiali monouso in chirurgia e odontoiatria e al controllo delle trasfusioni. La coinfezione col virus HIV è comune e circa il 25% dei pazienti HIV positivi sono anche infettati da HCV.

Sono disponibili test sierologici per rilevare la presenza dell’infezione. Inoltre la reazione polimerasica a catena (PCR) può essere usata per individuare il genotipo virale responsabile. Esistono diversi genotipi, distribuiti prevalentemente per area geografica; il genotipo 1a è il più comune in Nord America, mentre in Europa e in Italia il più diffuso è il tipo 1b.

La prevalenza dell’epatite C è alta in alcuni Stati dell’Africa e dell’Asia. Nazioni con alto tasso di infezioni includono: Egitto (22%),Pakistan (4,8%) e Cina (3,2%).Si ritiene che l’alta prevalenza in Egitto sia dovuta alla campagna di massa per la diagnosi dischistosomiasi in cui sono state utilizzate siringhe di vetro sterilizzate impropriamente.