Scandone più forte di tutto. Battuta anche Bologna

Più forte degli infortuni, più forte di una giornata “normale” di Nunnally (15 punti ma), più forte di qualsiasi difficoltà. La Scandone batte l’Obiettivo Lavoro Bologna 82-74, porta ad 11 i numero delle vittorie consecutive e continua la rincorsa al terzo posto in classifica. Forse la prestazione meno brillante dal punto di vista del gioco di questi  ultimi 3 mesi (inevitabile), ma la squadra si è dimostrata comunque lucida e solida trovando,  ancora una volta, risorse e uomini diversi per continuare nella sua cavalcata. Nella giornata in un cui l’attacco biancoverde si è dimostrato meno spumeggiante del solito (a causa della mancanza di Acker), è stata la difesa che ha sfiancato gli uomini di Valli che, alla fine, si sono dovuti arrendere alle folate di Ragland (16 punti, 8 falli subiti e 29 di valutazione) e alla presenza di Cervi, che ha tenuto come meglio ha potuto su Pittman, senza perdere lucidità in attacco (17 punti e 10 rimbalzi alla fine nel suo score).

Gli infortuni segnano, in maniera evidente, la scelta di coach Sacripanti per il quintetto. Per non rinunciare all’efficacia di Veikalas dalla panchina, il coach brianzolo lancia Severini in quintetto (per Acker ) ad affiancare Ragland. E il ragazzo scuola Mens Sana Siena, dimostra tutta la sua personalità con 8 minuti di qualità su entrambi i lati del campo. Sono proprio 5 suoi punti in fila a dare il primo vantaggio ai lupi sul 7-6, ma è la difesa di tutti a mettere in difficoltà la Virtus. Le 4 palle perse nella frazione permettono a Nunnally e Ragland di scavare un primo solco sul 16-9 e di chiudere il primo quarto sul 23-19 con il solo Pittman ad essere efficace per i bianconeri (8 punti nella frazione). Nel secondo quarto si rivede un Green subito positivo (5 punti e 5 assist in 9 minuti di utilizzo) ma è ancora la difesa a fare la differenza (le perse di Bologna sono 9), nascondendo le difficoltà dovute alle assenze che costringono Sacripanti ad utilizzare quintetti poco usuali (più minuti insieme per Ragland e Green e qualche minuto per Buva e Cervi). Il 30-19 di inizio secondo quarto è rintuzzato dal time out di Valli, ma quando Ragland e Cervi trovano il canestro con continuità la forbice si riallarga fino al 45-45 dell’intervallo.

Si riparte con gli stessi quintetti, ma il subitaneo terzo fallo di Severini, costringe Sacripanti a chiedere gli straordinari a Green. La qualità della partita (già non alta di suo) si abbassa: Bologna continua a perdere palle (arrivando a quota 12), ma Avellino non trova il canestro con la consueta facilità. La Virtus resta in linea di galleggiamento e, anche quando sprofonda a -14 (64-50 con tripla di Leunen) ad inizio ultima frazione, trova ancora la forza per piazzare un parziale di 0-11 che la porta sul -3 (64-61). Qui Avellino potrebbe cedere alla stanchezza di rotazioni ridotte all’osso e di difficoltà strutturali ma, ancora una volta si dimostra più forte di tutto. Prima una tripla di Green, poi le solite giocate decisive di Leunen (stavolta a rimbalzo offensivo) portano i lupi sul +7 con 100 secondi da giocare: Bologna non ne ha più e i biancoverdi possono continuare la loro marcia.