Home Basket Scandone finisce l’imbattibilità. Ostenda passa al PalaDelMauro

Scandone finisce l’imbattibilità. Ostenda passa al PalaDelMauro

Finisce l’imbattibilità della Scandone in Champions Leuage e il PalaDelMauro viene violato per la prima volta nel 2016. Ostenda vince 72-77 contro una Scandone che è apparsa stanca, di testa e di corpo, battuta da una squadra con meno talento ma di pari stazza, che ha meritato la vittoria. In ottica qualificazione, i belgi si rilanciano (prima vittoria per loro), mentre per la Scandone nulla è compromesso. Probabilmente la Sidigas sta iniziando ad accusare la stanchezza del doppio impegno ma, al di là di questo, preoccupa la mancanza di crescita collettiva. E domenica arriva Reggio Emilia.

C’è Severini in quintetto per Sacripanti e sono proprio del marchigiano i primi punti dell’incontro. Ragland sembra ispirato (7 assist nei primo 20 minuti) e c’è molto di suo del 12-8 irpino, soprattutto nelle vesti di uomo assist, di cui beneficia soprattutto l’ottimo Thomas dell’ultimo periodo (7 per lui nel primo quarto). Randolph, dalla panchina, si presenta con una schiacciata da highlight che lancia Avellino al massimo vantaggio sul 22-13, preludio al 22-15 di fine quarto. Sacripanti dopo 8 minuti ha già ruotato 10 uomini e da tutti ha ricevuto qualcosa, a parte Obasohan che, al solito, si impegna tanto ma produce poco (1\3 frutto di tante scelte errate). Ostenda  parte meglio ad inizio secondo quarto, rimanendo nel suo piano partita: i belgi hanno grande stazza a compensare un talento poco diffuso se non in alcuni elemento. Uno di questi è di sicuro Walden che, praticamente da solo, ricuce lo strappo e sorpassa sul 30-31. Ci pensanil solito Leunen con due triple a ridare fiato ai lupi (44-36) ma un ultimo minuto giocato senza attenzione permette ai belgi di chiudere solo a 3 lunghezze (44-41).

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C’è Randolph in quintetto, ma le squadre sembrano rimaste nello spogliatoio: ritmi blandi voluti da Ostenda che, in maniera costante e senza strafare, recupera e poi sorpassa con Katic sul 52-55. Sacripanti ci riprova con la panchina (dopo nove minuti di nuovo ruotati in 10), ma non trova soluzioni per aumentare ritmo e possessi. Ci prova il solito Green con la giocata singola (rubata a Walden e antisportivo subito) ma la svolta non arriva e così Gillet, a fil di sirena, mette dentro la tripla del 55-60. Sacripanti prova a recuperarlo con un quintetto da battaglia con Obasohan e Severini di fianco a Green, dando a Fesenko le chiavi dell’attacco, ma l’esperimento dura poco. Avellino prova a metterla sulla bagarre, ma non va oltre qualche rimbalzo offensivo e con Thomas arriva sul -3 (72-75) con 35 da giocare. Troppo poco per mantenere l’imbattibilità.