Home Basket Scandone ci siamo. Reggio Emilia primo crocevia della stagione.

Scandone ci siamo. Reggio Emilia primo crocevia della stagione.

Ci siamo. E’ il primo crocevia importante della stagione, nonché la partita che, negli ultimi due anni, ha creato una piccola rivalità tra due squadre molto diverse ma ugualmente forti. La Scandone attende Reggio Emilia al PalaDelMauro per il big match della settima giornata del massimo campionato di basket, la partita che darà una prima risposta su chi può diventare la prima antagonista di Milano.

Una serie bellissima di 7 gare in semifinale scudetto per chiudere una stagione, una semifinale di Supercoppa decisa da un canestro alla scadere per aprirne un’altra: tra Avellino e Reggio Emilia non sono mancati pathos, colpi di scena e voglia di superarsi in questi ultimi 18 mesi. All’appuntamento di domani pomeriggio, la Grissin Bon sembra arrivare meglio della Sidigas (sia da un punto di vista morale che fisico), ma il fattore PalaDelMauro potrebbe risultare decisivo.

Lo stop casalingo contro Ostenda in Champions League ha palesato, per la prima volta, una squadra che inizia a soffrire il doppio impegno, soprattutto dal punto di vista mentale, ma che ha lasciato intravedere lo stesso flash di talento abbagliante. L’impossibilità di avere una settimana “intera” per allenarsi sta iniziando a presentare il contro sotto forma di crescita di squadra, certamente migliorata rispetto ad agosto ma sicuramente non al livello che si aspettavano Sacripanti e il suo staff a questo punto della stagione: chiaro esempio di questa situazione è Fesenko, il cui impatto non è mai stato sfruttato appieno ma che anzi, a volte diventa quasi un peso, vista l’ossessività con cui si tenta di servirlo fermando, di conseguenza, il flusso offensivo e il bilanciamento dell’attacco biancoverde (segreto di Pulcinella dei successi della scorsa stagione).

Ostenda e Reggio Emilia hanno aperto un mese di novembre che si presenta quantomeno importante per il prosieguo della stagione biancoverde e alla fine del quale, molto probabilmente, dovranno essere fatte delle valutazioni. Nel frattempo ci sono 20 giorni di partite che, come conferma anche coach Sacripanti: “sono quelle che, chi gioca e chi allena, vogliono sempre giocare”, a cominciare da quelle che per l’Avellino baskettara è la madre di tutte le partite.