Scandalo Doping nell’atletica italiana, chiesta la squalifica per 25 atleti, molti big

Shock nell'atletica , chiesta squalifica di due anni per 26 atleti italiani: “Hanno eluso controlli” – i nomi: ci sono anche Meucci e Howe

L’atletica Italiana ad 8 mesi dalle Olimpiadi di Rio è stata travolta dal più grande scandalo doping nella storia Azzura. Una tegola pesantissima, 26 Atleti Azzurri sono sotto accertamento da parte della procura Antidoping della Nado-Italia con l’accusa di elusione,rifiuto e omissione nel sottoporsi ai controlli antidoping, la richiesta di condanna presentata sarebbe squalifica per 2 anni, 65 coinvolti nell’indagine è stata chiesta l’archiviazione per 39.
 I provvedimenti sono stati decisi in seguito agli sviluppi dell’indagine Olimpia condotta dai Nas-Ros dei carabinieri di Trento, su mandato della procura di Bolzano, e agli accertamenti della stessa Procura Antidoping. Chiesta, invece, l’archiviazione per «mancata reperibilità» ai controlli per 39 dei 65 tesserati Fidal che comparivano nell’indagine.

Gli atleti coinvolti — Tra i deferiti, i triplisti Donato, Greco e Schembri, i maratoneti Lalli, Pertile e il campione europeo Daniele Meucci, l’ex astista Gibilisco ( già ritirato) e il lunghista Andrew Howe. Questi i 26 atleti deferiti: Roberto Bertolini; Migidio Bourifa; Filippo Campioli; Simone Collio; Roberto Donati; Fabrizio Donato; Giovanni Faloci; Matteo Galvan; Giuseppe Gibilisco; Daniele Greco; Andrew Howe; Anna Incerti; Andrea Lalli; Stefano La Rosa; Claudio Licciardello; Daniele Meucci; Christian Obrist; Ruggero Pertile; Jacques Riparelli; Silvia Salis; Fabrizio Schembri; Daniele Secci; Daddour Slimani; Gianluca Tamberi; Marco Vistalli; Silvia Weissteiner.
Tra i 39 archiviati, oltre a Simona La Mantia e Antonietta Di Martino, anche il marciatore Alex Schwazer che, dopo la positività conclamata, sta ora cercando uno sconto di squalifica per poter gareggiare ai prossimi Giochi.
Il presidente della Fidal, Alfio Giomi,  pur ribadendo la totalefiducia nella Procura Antidpoing ha sottolineato: “La vicenda riguarda tutto (o quasi) lo sport italiano e non solo l’atletica. Questo non sposta di una virgola la nostra responsabilità, ma serve ad inquadrare il problema nella giusta dimensione”. Giomi ha poi aggiunto: “L’atleta è il punto di partenza e di arrivo di tutto il movimento sportivo, ma in mezzo ci sono tecnici, società,federazione, Coni. scaricare solo sugli atleti la responsabilità di quanto è accaduto è troppo semplice”.